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GreenItaly 2020. Imprese e occupati green-nord

GreenItaly 2020. Imprese e occupati green – nord I Quaderni di Symbola - 05 Mar 2020
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Premessa

Affrontare con coraggio la crisi climatica non è solo necessario ma rappresenta una grande occasione per rendere la nostra economia e la nostra società più a misura d’uomo e per questo più capaci di futuro. È una sfida di enorme portata che richiede il contributo delle migliori energie tecnologiche, istituzionali, politiche, sociali, culturali. Il contributo di tutti
i mondi economici e produttivi e soprattutto la partecipazione dei cittadini. Cogliere questa sfida è anche una risposta alla generazione Greta, la cui spinta è un ingrediente fondamentale per cambiare rotta, ed è ingeneroso criticare quelle ragazze e quei ragazzi per il difetto di proposte concrete e per un eccesso di semplificazione: fare proposte non è il loro compito, e, come scriveva Ernest Hemingway, “avere un cuore da bambino non è una vergogna, è un onore”. Non hanno bisogno di carezze ma di risposte che indichino ricette solide e politiche durature per sostenere, come un vento propizio, una nuova economia.
Quando 10 anni fa pubblicavamo il primo GreenItaly nel mondo c’erano 25 GW di fotovoltaico installato: oggi i GW sono diventati 660. La tecnologia green ha compiuto enormi progressi e in questi 10 anni il costo dell’elettricità da fotovoltaico, dice l’Unep, è crollato dell’81%, e quello dell’eolico del 46%.
In un decennio nel mondo sono stati investiti oltre 2,6 miliardi di dollari in rinnovabili col nostro Paese che, nonostante il forte rallentamento negli ultimi anni, è il settimo al mondo dopo Cina, Usa, Giappone, Germania, Gran Bretagna e India. Le emissioni di green bond nel 2018 hanno raggiunto i 250 miliardi di dollari: nel 2009 erano meno di un miliardo.
Di economia circolare nel 2008 parlavano solo le riviste specializzate, oggi l’Italia è il Paese europeo con la più alta percentuale di riciclo sulla totalità dei rifiuti (urbani, industriali, ecc.): il 79%. La sostituzione di materia seconda nell’economia italiana che deriva da questo riciclo comporta un risparmio potenziale di 21 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio e a 58 milioni di tonnellate di CO2: pari rispettivamente al 12,5% della domanda interna di energia e al 14,6% delle emissioni.
L’Italia in questi anni è diventata quarto produttore mondiale di biogas dopo Germania, Usa e Cina. Oltre ad essere uno dei campioni della chimica verde.

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