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Coesione è Competizione 2021

Nuove geografie della produzione di valore in Italia I Quaderni di Symbola - 18 Giu 2021
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Premessa

“Il lavoro più bello dell’uomo è il lavoro di unire gli uomini.”
Antoine de Saint-Exupéry

“La gioia nel lavoro, oggi negata al più gran numero di lavoratori
dell’industria moderna, potrà finalmente tornare a scaturire quando
il lavoratore comprenderà che il suo sforzo, la sua fatica, il suo sacrificio
— che pur sempre sarà sacrificio – è materialmente e spiritualmente
legato a una entità nobile e umana che egli è in grado di percepire, misurare,
controllare, poiché il suo lavoro servirà a potenziare quella Comunità,
reale, tangibile, laddove egli e i suoi figli hanno vita, legami, interessi.”
Adriano Olivetti

“Quando diciamo che nulla sarà come prima sappiamo che
il cambiamento è già in atto. Ed è veloce. Sono cambiati gli stili di vita;
le sensibilità delle persone. Alle domande relative alla sicurezza del proprio
futuro, al lavoro, alla casa, si affiancano le preoccupazioni per la salute,
per la vivibilità e la sostenibilità ambientale. E, inevitabilmente, cambiano
le priorità nelle agende della politica e dell’economia globale.”
Sergio Mattarella

 

E se la storia dovesse ripetersi? A quanto pare circa un milione di anni fa i nostri antenati, a causa di repentini cambiamenti climatici, dovettero sviluppare inedite capacità relazionali per procurarsi cibo a sufficienza e competere con predatori molto più grandi di loro. Un meccanismo che per la prima volta selezionò non tanto gli individui più forti, ma quelli più cooperativi. Anche oggi in epoca di grandi sconvolgimenti climatici, sociali ed economici, questa capacità tutta umana di cooperare e costruire comunità che condividono idee, informazioni, esperienze e valori può rappresentare una strategia potente per superare le crisi dei nostri tempi.
Ce ne siamo resi conto in questi mesi di lotta al Covid-19.
Grazie alla collaborazione di tanti ricercatori di così tanti Paesi concentrati contemporaneamente su un unico obiettivo, rendendo disponibili a tutti studi, ricerche e centinaia di sequenze genetiche virali su piattaforme online con mesi di anticipo rispetto alla loro pubblicazione su riviste scientifiche,2 siamo riusciti a raggiungere un risultato che ha dello straordinario: avere dei vaccini a poco più di un anno dall’individuazione del virus. Grazie alla collaborazione di tante associazioni del terzo settore, all’impegno dei volontari e alla solidarietà di migliaia di cittadini e imprese siamo riusciti a ridurre in parte,
ma non arginare, l’urto della crisi sulle vecchie e le nuove povertà.
Abbiamo adesso bisogno di mettere in campo la stessa energia per affrontare le crisi climatica ed economica in corso, per rendere le nostre società più “a misura d’uomo” come ci ricorda il Manifesto
di Assisi promosso dalla Fondazione Symbola e dal Sacro Convento di Assisi3. Ha fatto dunque bene l’Unione Europea ad indirizzare le risorse del Next Generation EU e larga parte del bilancio comunitario 2021-2027 per mettere in sicurezza le comunità e rilanciare l’economia, puntando sul rapporto tra coesione-inclusione, transizione verde e digitale, con l’obiettivo dichiarato di azzerare le emissioni nette di CO2 entro il 2050 e creare un’economia che non lasci indietro nessuno.
Una sfida di enorme portata che richiede il contributo e la collaborazione delle migliori energie imprenditoriali, istituzionali, politiche, sociali, culturali, come evidenzia anche quest’anno il rapportovCoesione è Competizione promosso da Fondazione Symbola, Intesa Sanpaolo e Unioncamere, per superare la profonda crisi economica mondiale che stiamo ancora attraversando: nel 2020, secondo le statistiche dell’ILO
(International Labour Organization), oltre 114 milioni di persone nel mondo hanno perso il posto di lavoro, circa un milione secondo l’Istat nel nostro Paese.
In questo contesto la coesione rappresenta per le imprese un’occasione per accrescere il senso di appartenenza e soddisfazione di vita dei propri dipendenti (nel 2020 le erogazioni di welfare sulla base
di contrattazione sindacale sono cresciute del 19,5%), per rafforzare le relazioni di filiera e distrettuali (le imprese ricadenti nei distretti secondo il monitor di Intesa Sanpaolo negli ultimi anni hanno visto crescere la produttività più delle imprese non distrettuali), ma anche per competere in un mercato che premia sempre di più gli atteggiamenti virtuosi.
Sul versante degli investimenti, crescono quelli diretti verso aziende che dimostrano attenzione alla dimensione sociale e ambientale; crescono anche lato consumi, laddove appunto i consumatori, votando con il portafoglio o con i click, scelgono sempre più consapevolmente prodotti rispettosi dell’uomo e dell’ambiente e talvolta con il crowdfunding supportano le aziende più sostenibili. La coesione, come dimostra l’indagine condotta da Ipsos e i cui risultati sono presentati nel capitolo 4, insieme alla sostenibilità, incrocia sempre di più nella percezione dei cittadini il tema della qualità. Già oggi due italiani su tre sono disposti a riconoscere, alle imprese che hanno atteggiamenti coesivi, un premium price sui prodotti e servizi offerti. Un differenziale di prezzo che in media è del 10% in più a favore delle imprese coesive.
Ma cosa vuol dire essere imprese coesive? Quali i punti di forza?

Nella ricerca alcuni esempi concreti.

Organizzazioni

Indice dei contenuti

0. PREMESSA 6

1. COESIONE È COMPETIZIONE. UN’ECONOMIA PIÙ A MISURA D’UOMO 14

2. IMPRESE COESIVE E NUOVA GRAMMATICA DEL VALORE 26

3. IMPRESE COESIVE IN NUMERI 50

4. COESIONE E IMPRESE NELLA PERCEZIONE DELLA CITTADINANZA 88

5. STORIE 110

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