
Lo scandalo del Metanolo, marzo 1986, è stato un colpo durissimo per il vino italiano. In soli 12 mesi le esportazioni crollarono del 37%. Ed è stato un colpo durissimo per l’Italia intera: ci furono delle vittime, e una perdita di prestigio incalcolabile.
Oggi, venti anni dopo, siamo il primo esportatore di vino al mondo, è nostro un quarto del fatturato globale del mercato, e le etichette italiane sono tra le più quotate e apprezzate ai quattro angoli del pianeta.
Cos’è accaduto in questi venti anni? Da quel 1986 il vino italiano ha imboccato la via della qualità: ridurre le quantità per aumentare il pregio e il valore, riallacciare i legami coi territori, enfatizzare i talenti unici legati al clima, ai terreni, ai vitigni, ai saperi, e insieme avere il coraggio di tornare ad innovare, a sperimentare. Seguendo la bussola dell’eccellenza.
Questo è il Rinascimento del vino italiano.

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