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Vie del Giubileo, un viaggio nel cuore della Capitale

la Repubblica

03 Gen 2021 - Redazione

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Le Vie del Giubileo sono una serie di 20 percorsi alla scoperta di Roma create per il Giubileo della Misericordia del 2016, con lo scopo di mostrare ai pellegrini le meraviglie e le curiosità architettoniche, artistiche, naturalistiche e storiche della Capitale. Ognuno di questi itinerari ha infatti un tema estremamente specifico: troviamo, ad esempio, un percorso dedicato all’imperatore Costantino, uno che attraversa tutti i parchi, le ville e i giardini di Roma, una passeggiata che racchiude la sfida artistica tra il Bernini e il Borromini, e lo “Zoo delle meraviglie”, che ha come tema le statue raffiguranti animali sparse per la città.

Per rappresentare questi cammini è nato il Percorso dei Percorsi, un itinerario in 20 tappe, ognuna delle quali appartiene a una delle 20 Vie del Giubileo. Il punto di partenza è la Galleria Borghese, all’interno dell’omonima Villa, dove sono esposti capolavori assoluti come il gruppo scultoreo di Enea, Anchise e Ascanio del Bernini, il dipinto Fanciullo con canestro di frutta di Caravaggio e la scultura Paolina Borghese come Venere vincitrice di Canova, oltre a opere di Rubens, Tiziano, Raffaello ed altri. Attraversato il parco, si scende dal Pincio a Piazza di Spagna e si prosegue per la Fontana del Babbuino: in realtà sulla roccia da cui sgorga l’acqua è rappresentato un sileno, ma l’esecuzione fu pessima e per la sua bruttezza i Romani lo associarono a una scimmia.

Giunti al Pantheon, edificio eretto nel 27 a.C., fatto ricostruire intorno al 120 d.C. da Adriano e  in seguito convertito a basilica cristiana, si attraversa il Tevere nei pressi di Castel Sant’Angelo e si arriva in Vaticano. Qui si visitano la Basilica di San Pietro e i Musei Vaticani, dove si trova la Cappella Sistina, con i celebri affreschi di Michelangelo, luogo di elezione del Papa. Si prosegue salendo sul Gianicolo, da cui si apre un panorama mozzafiato della città eterna. Sul colle si trova un cannone che spara a salve allo scoccare del mezzogiorno, e il cui boato si può sentire anche nei rioni circostanti: la tradizione deriva dal colpo di cannone che veniva sparato da Castel Sant’Angelo sin dal 1847, per uniformare le campane delle chiese di Roma.

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