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Va ripensata tutta la zona dell’Appennino

La data è stabilita ed è quella del 30 ottobre che, per il versante marchigiano, ha rappresentato il momento più drammatico vissuto per il terremoto. Una strage per i beni

24 Ago 2019 - Stampa

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Va ripensata tutta la zona dell'Appennino - Corriere Adriatico

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La data è stabilita ed è quella del 30 ottobre che, per il versante marchigiano, ha rappresentato il momento più drammatico vissuto per il terremoto. Una strage per i beni culturali per i quali nulla è stato fatto per salvaguardarne l’integrità nei mesi intercorsi tra la prima e la seconda più devastante scossa sismica. Il tema dello spopolamento di quelle aree -ribadisce Fabio Renzi- è sul tavolo anche da molto prima del terremoto.  Diciamo che lo spostamento delle popolazioni verso la vallata e la costa è stato in parte rallentato dal lavoro che si è fatto su quelle aree, ad iniziare dall’affermazione del Parco dei Sibillini che solamente nel 2015, prima del sisma, aveva registrato il picco di oltre un milione di visitatori

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