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Tor Art

Proiettando nel III millennio lo spirito delle arti plastiche, ereditate dalla città di Carrara in cui si trova l'azienda, Tor Art utilizza innovative tecnologie come stampanti 3D per riportare in vita oggetti ed edifici provenienti dal passato e che oggi altrimenti sarebbero andati distrutti.

17 Nov 2020 Redazione

Cosa avrebbe fatto Michelangelo se avesse avuto a disposizione una stampante 3D? Probabilmente questo strumento non avrebbe aggiunto nulla al suo genio. Oggi invece si rivela un formidabile alleato per riportare in vita il patrimonio artistico distrutto e per creare opere di design. Tor Art è l’azienda di Carrara (MS) che ha aperto una nuova strada alla riproducibilità e al restauro delle opere architettoniche e scultoree proprio attraverso tecnologie quali stampanti 3D, scanner e robot antropomorfi. Questi dispositivi permettono di utilizzare completamente i blocchi di cava, ridurre gli sfridi di lavorazione e operare con precisione. 

Nel laboratorio di Tor Art ha preso forma nel 2016 la fedele riproduzione dell’arco trionfale di Palmira, distrutto dall’ISIS e tornato a vivere in scala 1:3 grazie ad un lavoro filologico e all’ausilio di tecnologie avanzate. L’arco (commissionato dall’Istituto di Archeologia Digitale che riunisce le Università di Oxford e Cambridge e la Dubai Foundation) è stato esposto a Londra, a New York e a Firenze in occasione del G7, attirando l’attenzione del mondo: il New York Times lo ha inserito tra le opere più emblematiche del 2016. Grazie alla capacità di riprodurre i dettagli delle opere d’arte con una precisione assoluta, mediante lavorazioni non invasive ed estremamente rispettose dei materiali originali, le tecnologie di Tor Art risultano particolarmente adatte al restauro, come testimoniano le importanti collaborazioni con istituzioni culturali quali il Museo dell’Hermitage a San Pietroburgo e il Castello Sforzesco a Milano. 

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