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Possiamo metterci davvero tutti a… correre

Aperto a Treia il primo parco in collaborazione con la Fidal: un percorso per il running che in realtà è un manifesto sociale. Correre, o anche camminare, è un modo per stare in salute. E ambire alla Bandiera Azzurra significa allargare i confini anche di uno dei Borghi più belli d'Italia per invitare turisti sportivi in arrivo da tutto il mondo.

16 Dic 2017 Redazione

Stavolta parliamo di noi, di noi e di Treia che da anni ospita il seminario estivo di Symbola. Qualche mese fa nel programma dell’evento abbiamo inserito un incontro di sport. L’intento era quello di evidenziare come lo sport possa essere un motore per la ri-partenza di un territorio, a patto che di sport di parli in modo corretto, ovvero a patto che lo sport vada incontro al territorio e non si arrocchi nei suoi impianti e, più in generale, in quella forma di autoreferenzialità che, nata per essere protettiva, è diventata invece l’ostacolo che impedisce, diciamo con ottimismo impediva, alla società di conoscere tutte le occasioni legate allo sport, alla pratica sportiva non solo agonistica.

Parlammo di due attività in particolare, running e ciclismo, che sono in cima adesso alle preferenze non solo di chi pratica sport occasionalmente ma anche e soprattutto di chi si muove per turismo. Treia (MC) è uno dei borghi più belli d’Italia e al valore, tradizionalmente ricco di umanità, del suo centro storico, unisce il valore di un territorio che si presta a entrambe queste discipline: non a caso, gli azzurri della mountain bike scelgono la zona per i loro allenamenti.

Bene, da quell’incontro, che nemmeno nello svolgimento era stato retorico, e al contrario subito operativo, è nato un parco per il running che è stato consegnato in questi giorni al comune dalla Fidal, la federazione atletica leggera, nello sviluppo delle sue attività legate alla Run Card. È un progetto che unisce il bisogno e il sogno di mostrarsi vicini a chi corre per passione e senza nessuna velleità agonistica.

Oggi che l’equazione sport=salute è un mantra ripetuto dappertutto, dai dirigenti sportivi e ancor più dagli amministratori pubblici, ad ogni livello, un parco per la corsa è un fiore all’occhiello che siamo felici di aver fatto appuntare alla giacca del sindaco Franco Capponi e dell’assessore allo sport David Buschittari.

È curioso poi il fatto che un parco per il running è di fatto un percorso educativo aperto a tutti. Ci sono i segnali che indicano il tracciato appunto, la sua lunghezza, ma ci sono soprattutto in partenza e ad intervalli regolari fino all’arrivo bacheche che riportano consigli sulla attività fisica, sulla corretta alimentazione. Treia così mantiene il suo ruolo di borgo tra i più belli d’Italia e guadagna un posto privilegiata sulla mappa di quei 60 mila appassionati che sono oggi i titolari di Run Card, che magari se non ora, per il freddo, ma presto, a primavera, si daranno appuntamento qui per una corsa insieme. Evidentemente, ne parliamo qui assumendo un impegno preciso: il prossimo seminario estivo avrà anche un suo calendario sportivo, e sarà una festa come minimo aperta ai titolari Run Card. Anche perché il territorio è la migliore e più diffusa palestra che abbiamo in Italia.

La Fidal, per coraggiosa visione extrasportiva del segretario generale Fabio Pagliara, sta portando avanti anche il progetto di bandiera azzurra affidato a una gloria dello sport italiano, dunque cromaticamente perfetto in quanto azzurro come Maurizio Damiliano. La Bandiera azzurra premierà quei comuni e quelle città che più e meglio si impegneranno per avere sul loro territorio percorsi per il runnning e anche per il walking, per camminate via, che non solo saranno una tentazione per residenti e turisti ma diventeranno anche manifesto sociale, perché un parco occupato da una attività come questa è in realtà liberato nelle sue energie migliori e non è meno importante come promozione di una mostra turistica o di un evento. Per tanto tempo lo sport è rimasto collegato al suo motto fondante che però De Coubertin aveva scelto per far ri-partire i Giochi Olimpici nel lontano1896. Oggi l’importante è far partecipare, coinvolgere la gente. E Treia che era già una capitale per Symbola ha scelto di aprire la strada ad altri, di indicare il percorso: siamo il Belpaese dello sport accessibile, in un momento in cui il turismo sportivo è diventato un business di rilevanza mondiale. Voli low cost, airbn’b, impianti sportivi diffusi sul territorio, ovvero il territorio stesso che si fa impianto: con il giusto gioco di squadra possiamo metterci davvero tutti a…correre

Luca Corsolini – Symbola

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Giornalista sportivo

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A cura di: Luca CORSOLINI

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