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Politecnico di Milano

Una delle eccellenze nel mondo dell'istruzione italiano, è anche attiva nel settore del recupero e restauro. Con un lavoro sinergico che incrocia i diversi dipartimenti, il Politecnico di Milano offre servizi che inglobano tutte le fasi progettuali. Con uno sguardo anche rivolto al futuro i Laboratori sono al lavoro per sviluppare soluzioni sempre più "circolari".

17 Nov 2020 - Redazione

Il Politecnico di Milano svolge un prezioso lavoro di studio e ricerca nell’ambito della conservazione del patrimonio storico attraverso il Centro Beni Culturali dell’Ateneo, che riunisce i laboratori dei vari dipartimenti. Il Laboratorio Analisi e Diagnostica del Costruito del Dipartimento di Architettura e Studi Urbani, specializzato nello studio dei fenomeni di deterioramento strutturale, sta portando avanti, con il finanziamento della Getty Foundation, un progetto internazionale a Cuba, volto a fornire un piano di conservazione e gestione per le Scuole Nazionali d’Arte dell’Avana, icona dell’architettura della rivoluzione. 

Il complesso di edifici, in stato di degrado, verrà analizzato tramite strumentazioni non invasive quali scanner laser e termografie a infrarossi al fine di stabilire le modalità di intervento. In collaborazione col Dipartimento di Fisica, invece, si lavora in ottica di economia circolare e sostenibilità, ricercando materiali per il restauro come polimeri non di sintesi, ovvero leganti e pigmenti non derivati dalla lavorazione del petrolio. Tra questi, un pigmento blu estratto dall’Isatis Tinctoria, pianta nota come guado. In collaborazione col Dipartimento di Energia, il Laboratorio CECH svolge invece lavori di rilevamento sul clima indoor, misurando temperatura, umidità e inquinamento presenti all’interno di strutture quali il Castello di Miramare di Trieste. 

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