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Per la ripartenza dell’agricoltura serve sostenibilità

Avvenire

01 Lug 2020 Stampa

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Per la ripartenza dell'agricoltura serve sostenibilità | Avvenire

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La ripartenza ci impone un cambio di paradigma, che si declina in maggiore tutela e formazione dei lavoratori, efficientamento delle filiere, riequilibrio del valore lungo tutta la catena di approvvigionamento. Serve poi una transazione green che metta al centro la persona, affrontando le conseguenze dei cambiamenti climatici con leggi giuste, capaci di salvaguardare l’occupazione e il territorio». E partito da queste riflessioni di Onofrio Rota, segretario generale della Fai Cisl, l’incontro “Fai Bella l’Italia – Idee per la ripartenza”, organizzato all’Aquila dalla federazione agroalimentare e ambientale della Cisl insieme alla propria Fondazione Fai Cisl Studi e Ricerche. Al centro dell’evento, la riflessione sul Manifesto di Assisi, sottoscritto dalla stessa Fai Cisl. «La nostra classe dirigente – ha detto Rota nella sua relazione – è seduta già su un tesoro, su potenzialità inespresse, ma spesso non se ne accorge. Preferisce ad esempio parlare di Protezione Civile ogni qualvolta ci sia un evento calamitoso o legato al dissesto idrogeologico, ma non è quella la prevenzione. La prevenzione la fanno i lavoratori della bonifica, gli operai agricoli, e gli operai idraulico forestali, tra l’altro privati del proprio contratto nazionale da ben 8 anni». Intervenuta con un collegamento video, la ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova ha garantito che il governo «non farà mancare l’impegno», perché «non c’è sviluppo sostenibile senza agricoltura, e non ci può essere sostenibilità economica senza sostenibilità ambientale». Il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, ha rilanciato l’idea che «gli obiettivi del sindacato non si contrappongono all’azione dell’impresa, anzi, le rappresentanze devono essere alleate in un percorso di valorizzazione del comparto agroalimentare». Mentre Ermete Realacci, presidente di Symbola e tra i promotori, come Coldiretti, del Manifesto di Assisi ha ricordato che «la bellezza non è una dimensione soltanto estetica ma un valore che unisce il buono e il giusto, non a caso compare numerose volte nella Laudato si’». Mentre Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, ha ricordato come l’agroalimentare italiano abbia saputo continuare a produrre riscontrando il più basso numero di contagi sul lavoro, grazie anche alla sigla del protocollo per la sicurezza tra parti sociali e governo.

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