Opinioni

SALVA

Motor Valley

Dalle scarpe di Montebelluna a quel gioiello di tecnologia lungo come la via Emilia che si chiama Motor Valley. Sembra quasi una filastrocca da recitare: da Varano alla Dallara a Maranello per la Ferrari; a Soliera c’è l’Energica, e poi arrivan pure gli americani. Una sosta del cuore a Bologna al Museo del Patrimonio industriale.

17 Feb 2018 - Redazione

Quando si parla di made in sport se non a tutti, a molti viene in mente un distretto che dia corpo al concetto; è quello di Montebelluna da cui escono scarpe che fanno muovere il mondo, saperi antichi che si fondono con tecniche e tecnologie moderne, e le scarpe sono un prodotto classico del made in Italy.

Non altrettanto riconosciuto è quel distretto lungo come e più della via Emilia che si chiama Motor Valley, uno dei gioielli dell’Emilia Romagna. Parte da Varano Malegari, sede della Dallara e, ovviamente, di un circuito automobilistico, passa per Maranello e dintorni, perché non c’è solo la Ferrari, e con la Maserati a Modena adesso brilla la stella di Soliera, l’Energica Motor scelta dalla Dorna per la fornitura esclusiva delle moto per la categoria elettrica del Motomondiale 2019. E ancora, il …land Germany owned con la Ducati a Bologna e la Lamborghini a Sant’Agata Bolognese, entrambe di proprietà Audi, il circuito di Imola, la Toro Rosso mettiamo pure il ranch di Valentino Rossi …

L’ultima iscrizione chiarisce ancora meglio di quanto valga come richiamo, per il mondo, la Motor Valley. La Haas, scuderia statunitense, ha realizzato la monosposto con cui parteciperà alla stagione Formula 2018 tra la Varano della Dallara e la Maranello della Ferrari. “Il 90% dei nostri componenti – ha dichiarato alla Gazzetta l’ingegnere di Merano Gunther Steiner – sono prodotti in Italia “, e così è stata una scelta pratica, e non solo sentimentale, trasferire i tecnici perché facessero squadra con i colleghi italiani per assemblare la macchina prima di farla partire per Barcellona. Un aspetto non secondario: la Haas utilizza la Formula 1 come vetrina dei suoi prodotti utensili, che lo faccia con un modello made in Italy al 90% è una bella promozione pure per noi.

Di sicuro la Motor Valley è un libro su cui sono scritte tante storie. Bisogna anche saperle raccontare. A Bologna, alle porte della città. In quella che un tempo era una fornace, è allestito oggi il Museo del Patrimonio Industriale, un gioiello realizzato e curato con passione. Fino al 3 giugno, nel museo c’è una mostra che racconta come la Motor Valley sia nata e cresciuta per stratificazioni successive e da archeologi sportivo-industriali i responsabili si sono concentrati sui trenta anni memorabili, dal 29 al 59, delle moto bolognesi C.M. Moto da turismo, e anche da sport, modelli di ogni cilindrata, realizzati con attenzione anche all’eleganza, nel nome di Mario Cavedagni, sue le iniziali del nome dell’azienda.

E perché non si tratti di un lavoro solo da archeologi sportivo-industriali sono scese in campo pure la Regione e l’Università di Bologna varando un corso di laurea dedicato a tutte quelle professioni che nella Motor Valley sono tanto ricercate da aver trasformato la Regione in un indirizzo buono per tanti tecnici in arrivo dall’estero e finalmente in una opportunità per tecnici italiani, buoni cervelli che non devono più lasciare l’Italia e possono invece …sgommare sulle piste di casa.

Luca Corsolini – Symbola

Ricevi storie di qualità nella tua email

Condividi su

Persone

user Luca corsolini

Giornalista sportivo

Rubriche

A cura di: Luca CORSOLINI

Continua a leggere

Opinioni

Affrontare con coraggio la crisi climatica permette anche di avere una società e una economia a misura d’uomo. E l’Italia può giocare la partita del #RecoveryFund da protagonista.

21 Set 2020

Opinioni

Nella tredicesima puntata de “L’Italia che verrà” il presidente Ermete Realacci dialoga con Giorgio Vittadini, Fondatore e  Presidente Fondazione per la sussidiarietà, su “Manifesto di Assisi. Sussidiarietà e sostenibilità”.

05 Ago 2020

Opinioni

Nella dodicesima puntata de “L’Italia che verrà” il presidente Ermete Realacci dialoga con Vincenzo Manes, Presidente e fondatore di Dynamo Camp e Presidente di Intek Group, sul ruolo delle imprese per la coesione sociale e il futuro dell’Italia, a partire dal Manifesto di Assisi.

27 Lug 2020

Opinioni

Nell’undicesima puntata de “L’Italia che verrà” il presidente Ermete Realacci dialoga con Giovanna Melandri, Presidente Human Foundation, sul nuovo modello di economia sociale a sostegno dell’impresa e della finanza sociale per una economia a misura d’uomo.

13 Lug 2020