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Lo sport è vivo

Lo sport è vivo, ed è pure capace di rimediare a odiosi autogol come gli adesivi di Anna Frank con una maglia, nemmeno importa quale. Perché lo sport è una qualità italiana, è un simbolo del Paese e noi di Symbola vogliamo raccontare proprio questo su quella che è adesso è diventata una autostrada internazionale: a breve ci porterà in Corea del Sud per i Giochi Olimpici Invernali e in Russia per i Mondiali di calcio; nel 2018 porterà da noi i Mondiali di Pattinaggio su Ghiaccio e i Mondiali di Pallavolo. E tanto altro: sarà un piacere parlarne insieme in questa rubrica la cui pubblicazione riprende oggi.

28 Ott 2017 Redazione

Non era ancora una strada, siamo partiti piuttosto da una considerazione e da una convinzione. La considerazione è che Symbola, Fondazione per le qualità italiane, non possa avere confini per la sua indagine, e così abbiamo superato i confini che lo sport erige non per proteggersi, ma per preservare la sua autoreferenzialità che si svela, adesso, sempre più come la sua debolezza.

Non cercavamo risultati e medaglie, però avevamo la convinzione che un Paese dove si praticano quasi 400 discipline diverse fosse un grandissimo laboratorio di artigiani dedicati, e che fosse poi lo scenario ideale per eventi di ogni tipo, dalla Ryder Cup di Golf che farà tappa a Roma nel 2022, magari avendo consegnato nel frattempo all’Italia la possibilità per tutti di praticare uno sport che in quanto green, e aperto a tutti, donne e uomini, giovani e anziani, è destinato a un grande futuro, al turismo sportivo che è ormai riconosciuto da ogni amministratore come lo spot ideale per promuovere il suo territorio, libero da qualunque stagione, dunque 12 mesi all’anno, e aperto a visitatori in arrivo da tutto il mondo.

Non era ancora una strada, la nostra, quando l’abbiamo cominciata qualche mese fa, e adesso È un indirizzo preciso. Una data, anzi tante date che cominciano ad affollare l’agenda non solo dei dirigenti di settore che adesso si stanno interrogando su pro e contro di una legge che riconosce la possibilità di lucro alle società di base. Quale che sia la posizione in materia, bisogna riconoscere una ovvietà: questa legge sancisce, e senza offesa per il volontariato che secondo qualcuno è offeso, che lo sport è un bisogno fondamentale del Paese, un motore di cui non si può fare a meno.

Primo impegno in agenda, il 17 novembre: Bike Economy Forum al Maxxi di Roma. Gianluca Santilli, l’avvocato di Roma che si è inventato l’appuntamento, avendo per primo intuito quali e quante potenzialità ci siano per il Paese tutto, dal territorio alle industrie, nel cavalcare, parola opportuna, un trend mondiale, spiega: “La bicicletta è oggi al centro di un’economia verde che può contribuire in misura decisiva e supportare il cambiamento epocale per migliorare la qualità della vita”.

Secondo appuntamento, pochi giorni dopo: il 20 e il 21 novembre il Coni organizza gli Stati Generali dello sport. Non la solita esposizione di medaglie e coppe, semmai l’ostentazione, magari pure un po’ aggressiva, di un modello di cui sono gli atleti sono solo una parte. Perché oggi non siamo tutti un po’ atleti, al parco, in palestra, in pausa pranzo, chiamati persino dalle aziende ad attività sportive? L’equazione sport = salute ha un valore anche economico, ogni euro investito in attività sportiva ci torna indietro in forme di minori spese mediche, miglioramento dello stato di forma del Paese. E poi c’è appunto il Paese. Il Paese che produce per lo sport e con lo sport.
Aziende di ogni tipo che riassumiamo con un esempio classico di made in Italy: la Erreà di Parma è una azienda famigliare, il nome viene dalle iniziali dei figli del titolare. L’Italia di calcio non si è ancora qualificata per i Mondiali, l’Erreà sa già che vestendo, come due anni fa agli Europei, l’Islanda vincerà la coppa della Simpatia. Non è una vittoria impalpabile: per gli Europei, la fabbrica fu tenuta aperta durante il periodo classico delle ferie estive per far fronte a ordini che venivano da tutto il mondo.

E una data in realtà c’è già stata. Il 14 e il 15 ottobre la Figc ha organizzato, prima federazione al mondo a pensarci, prima si erano impegnati solo club, un hackaton chiamando hacker appunto a Trento per chiedere a loro un indirizzo per il futuro. Nella gestione di quell’enorme data base che sono i tesserati, i praticanti calcio, e nella interpretazione di quell’altrettanto enorme mole di dati che oggi è prodotta da una singola partita.

Lo sport è vivo, ed è pure capace di rimediare a odiosi autogol come gli adesivi di Anna Frank con una maglia, nemmeno importa quale. Perché lo sport è una qualità italiana, è un simbolo del Paese e noi di Symbola vogliamo raccontare proprio questo su quella che è adesso è diventata una autostrada internazionale: a breve ci porterà in Corea del Sud per i Giochi Olimpici Invernali e in Russia per i Mondiali di calcio; nel 2018 porterà da noi i Mondiali di Pattinaggio su Ghiaccio e i Mondiali di Pallavolo. E tanto altro: sarà un piacere parlarne insieme.

Luca Corsolini – Symbola

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Giornalista sportivo

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A cura di: Luca CORSOLINI

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