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Industria della cultura ripartenza: nel 2019 toccò gli 853 milioni

Gazzetta di Reggio

10 Giu 2021 - Redazione

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Industria della cultura ripartenza: nel 2019 toccò gli 853 milioni | Gazzetta di Reggio

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Dopo i 15 mesi più terribili di cui si abbia memoria dal secondo dopoguerra, la cultura prova a ripartire, come attestano anche alcuni trai diversi eventi in corso. E proprio su questo settore che si concentrano le analisi della Camera di Commercio, con uno sguardo ampio su ciò che il comparto rappresentava alla vigilia della pandemia. I grandi numeri aggregati dicono, innanzitutto, che alla fine del 2019 il sistema produttivo culturale e creativo della provincia di Reggio Emilia aveva raggiunto gli 853 milioni, ovvero il 4,8% della ricchezza prodotta dal territorio reggiano, valore in crescita dello 0,8% rispetto all’anno precedente.

Un risultato – spiega la Camera di Commercio – raggiunto grazie all’impiego di quasi 14.200 occupati (+2,7% in un anno), pari a una quota del 5,6% sul totale dei lavoratori reggiani. I dati analizzati dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Reggio Emilia sono stati resi noti recentemente dalla Fondazione Symbola-Unioncamere e, pur non tenendo conto della crisi causata dalla pandemia essendo riferiti al 2019, inquadrano l’importante incidenza della filiera sull’economia locale. Tornando agli oltre 850 milioni prodotti complessivamente, 407,4 milioni (e oltre la metà dei lavoratori, con 7.500 persone impiegate in 2.231 imprese) sono da ascrivere alla componente “core”, che è composta da industrie creative e culturali, come architettura e design, dalle attività di conservazione e valorizzazione del patrimonio storico e artistico, dalle performing arts e arti visive, oltre che da attività come editoria e stampa, audiovisive, musicali o di comunicazione. Alla ricchezza prodotta dai settori che sono il cuore della cultura, si deve aggiungere quella proveniente dalle attività creative driven, ovvero tutte le attività economiche non strettamente riconducibili alla dimensione culturale, ma caratterizzate da strette sinergie: una componente di rilevo che, a livello provinciale, rappresenta più della metà del valore aggiunto generato dal settore: 445,3 milioni di euro e più di 6.700 addetti.

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