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Il Friuli lento riscopre se stesso

La Vita Cattolica

03 Lug 2020 - Stampa

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Il Friuli lento riscopre se stesso | La Vita Cattolica

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In regione cresce la presenza sui cammini. Anche gli itinerari del Fvg tra i 44 tracciati dalla ricerca «Piccoli comuni e cammini d’Italia» presentata dalla Fondazione Symbola

Per chi è alla ricerca spirituale, il Cammino Celeste da Aquileia al Lussari, magari anche fino all’altro santuario mariano, quello di Maria Saal, in Carinzia. Per chi vuol coniugare la spiritualità con l’arte attraverso la riscoperta dell’armonia, il Cammino delle Pievi, in Caria, fino in Cadore Le testimonianze della prima guerra mondiale e in parte anche della seconda, ammoniscono alla pace E Montagne di pace sono l’itinerario suggerito lungo il confine, al termine si badi, di 5 mila chilometri per dai volesse seguire queste tracce in tutta Italia. Non mancano i pellegrini che seguono altre tracce come quelle di sant’Antonio, dal santuario di Gemona a quello di Padova, proseguendo magari lungo gli itinerari di San Francesco. È la nuova avventura, umana e spirituale che stanno già intraprendendo numerosi pellegrini o semplici appassionati del turismo cosiddetto lento. La Fondazione Symbola, in collaborazione con Fondazione Ifel, ha esplorato vecchi e nuovi Cammini d’Italia per analizzare il valore e la ricchezza anche dei piccoli comuni: veri e propri cantieri di diversità culturale e territoriale che si incontrano lungo questi itinerari. All’interno di questa rete, i Cammini d’Italia si configurano come un network di percorsi che collega tradizioni, natura e bellezza, economia a misura d’uomo e agroalimentare ma soprattutto ricerca spirituale e culturale.

Il Cammino Celeste
Sul Cammino Celeste l’itinerario che attraversa il Friuli Venezia Giulia da sud a nord, collegando i santuari mariani della regione da Barbana ad Aquileia, fino al monte Lussari, i primi pellegrini si sono iniziati a vedere già dagli inizi di giugno. Gruppetti di due o tre persone ma anche più numerosi. C’è chi lo percorre interamente chi a tappe La sensazione, commenta Giuseppe Poiana, presidente dell’associazione Iter Aquileiensis, ideatrice del cammino, è che quest’anno i numeri saranno decisamente maggiori. Molti hanno richiesto la Credenziale (il “passaporto” del pellegrino) ad Aquileia, altri telefonano per ricevere informazioni. Friulani e non. Trai pellegrini non manca chi aveva in animo di percorrere il Cammino di Santiago, in Spagna, odi raggiungere Gerusalemme, ma temendo di restare bloccato in quarantena ha scelto quest’anno un itinerario spirituale diverso, più vicino a casa. Sul sito intemetwww.camminoceleste.eu l’associazione si è premurata di pubblicare tutte le informazioni aggiornate sulle possibilità di pemottamento, alcune delle quali sono variate, in relazione alle nuove normative anti-Covid. L’anno scorso i pellegrini sono stati circa 600. Tra il 2018 e il 2019 l’Associazione Iter Aquileiense ha organizzato 22 serate di presentazione dell`itinerario, che ora comincia ad essere conosciuto. Quest`anno, dunque d si attende che le presenze saranno molte di più.

Il Cammino delle Pievi
Sempre più numerosi anche i pellegrini sul Cammino delle Pievi, in Caria. L’itinerario, che si snoda lungo venti tappe in dieci delle quali si incontrano le storiche chiese madri della Carraia e due santuari, è stato ufficialmente inaugurato quest’anno domenica 28 giugno, alla Pieve di San Pietro in Caria. Giunto al suo 10° anniversario, da giugno a settembre è percorso da pellegrini che si organizzano in autonomia (seguendo il tragitto indicato nelle due guide, disponibili presso Cjase Emmaus a Imponzo) o, ogni sabato, in gruppo organizzato: una ventina di persone accompagnate da una guida spirituale e una guida naturalistica (per il calendario, visitare il sito www.camminotel. 345/9130672). «Anche quest’anno le strutture ricettive in cui si può fare tappa lungo l’itinerario hanno già ricevuto le prime prenotazioni e abbiamo avuto richieste di informazioni anche dall’Austria», commenta il parroco di Zuglio e Imponzo, mons. Giordano Cracina. «Ce anche più di qualcuno che non percorre l’intero itinerario ma si limita ad una o due tappe alla volta. In questo caso – condude mons. Cracina – è utile fare riferimento ai volumi che illustrano il Cammino e al libretto, ripubblicato ogni anno, con le informazioni circa l’accoglienza e la possibilità di collegamento tramite bus».

Ben 44 itinerari
«Piccoli Comuni e Cammini d’Italia» – il relativo volume di Fondazione Symbola e Ifel, fresco di presentazione – è un viaggio composto da 44 itinerari in 15.400 km che si snoda lungo tutta la penisola e le isole attraversa 1.435 comuni, di cui 944 piccoli (66% di quelli interessati dalla rete degli itinerari), e incontra oltre 2 mila beni culturali e 179 produzioni Dop/Igp, l’86,6% di queste ultime nei piccoli comuni. Questi ultimi sono 5.498 (quindi con popolazione pari o inferiore ai 5.000 abitanti) in Italia alla data del 31/03/2019, su un totale di 7.914 comuni. Rappresentano dunque il 69,5% del totale dei comuni italiani. Un elenco di 44 itinerari che nel tempo crescerà con il progressivo inserimento di nuovi cammini, in particolare dell’Italia meridionale che costituiranno occasione di ampliamento e aggiornamento del lavoro della Fondazione Symbola. Si tratta di un progetto di analisi e racconto dell’economia e del patrimonio storico culturale e ambientale dei territori italiani avviato nel 2016 con piccoli comuni e produzioni tipiche realizzato insieme a Coldiretti, che ha evidenziato come il 92% dei prodotti Dop e Igp e il 79% dei vini italiani più pregiati hanno a che vedere con i piccoli comuni; e con l’Atlante dell’Appennino, prima sistematizzazione delle valenze ambientali, culturali ed economi- che del più grande sistema montuoso del Mediterraneo.

Riscoprire i Piccoli Comuni
«In Italia si deve puntare sul turismo sostenibile – ha detto alla presentazione il ministro dei Beni ambientali e culturali, Dario Franceschini – non su quello “mordi e fuggi”. È giada tempo che si lavora al progetto di decongestionare le grandi città a favore dei piccoli centri» e questo, secondo il ministro, è possibile farlo promuovendo «un turismo alto, lento, colto», che valorizzi le migliaia di borghi e bellezze artistiche e architettoniche sparse per tutta l’Italia. Un obiettivo che si può raggiungere incentivando anche i Cammini perché, osserva Francesdrini, «c’è un reticolo di Cammini fantastico che tocca quasi tutte le regioni italiane» e che va potenziato perché è anche con il Mando di questo settore turistico, «assolutamente in crescita», che si può far ripartire l’economia. Quando si torna a percorrere un Cammino, sottolinea il ministro, ‹Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola – significa rafforzare il ruolo e il presidio dei piccoli comuni, di istituzioni e comunità locali. Tradizioni, cultura, bellezza, coesione innovazione creatività sono le chiavi di un’economia più a misura d’uomo sulla quale il Manifesto di Assisi ci invita a scommettere per affrontare le sfide del nostro tempo. Supereremo le prove difficili e impegnative di questa crisi anche grazie alla forza dei territori, alla loro capacità di tenere insieme tecnologia ed empatia, dignità delle persone benessere e vitalità delle comunità, accoglienza, saperi antichi».

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user Ermete realacci

Presidente Fondazione Symbola

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