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SALVA

Il casco salva vita che viene dall’Italia

Dal distretto biomedicale di Mirandola il casco gonfiabile indispensabile nelle prime linee di molti ospedali per facilitare la respirazione dei pazienti affetti da Covid-19.

04 Apr 2020

Domenico Sturabotti

Solo 3 aziende al mondo, tutte italiane, producono apparecchiature come quelle della Dimar di Medolla, nel distretto biomedicale di Mirandola.

Si tratta di caschi gonfiabili per la ventilazione CPAP (Continuous Positive Airway Pressure) molto particolari. Sigillati all’altezza del collo permettono infatti l’isolamento del paziente dal mondo esterno e facilitano la respirazione in caso di insufficienza respiratoria grazie all’immissione al loro interno di ossigeno sterile.

Il dispositivo è richiestissimo, tanto che la produzione è triplicata da 200 a circa 600 dispositivi al giorno, con turni di lavoro allungati e organico rinforzato tramite l’assunzione di operai specializzati.

Il casco ideato nella sua prima versione nel 1991 da Mauro Borsari, titolare della Dimar, è diventato oggi uno strumento indispensabile nelle prime linee di molti ospedali, perché riducendo i rischi di peggioramento del quadro respiratorio dei pazienti riduce i trasferimenti in rianimazione e quindi la pressione nelle terapie intensive nell’emergenza Covid-19.

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