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I robot del futuro? Parlano italiano

Matteo Angeli | Ytali

06 Feb 2020 - Stampa

Da Hannes, la mano meccanica che restituisce il novanta per cento della funzionalità di un arto naturale, a Pop.Up Next, la macchina volante: cento storie di successo made in Italy raccontate dal rapporto di Enel e della Fondazione Symbola

In Italia molti ancora non sanno che il nostro paese esprime eccellenze mondiali nel campo della robotica e dell’automazione, e questo nonostante lo spessore della ricerca scientifica italiana sia riconosciuto in tutto il mondo.
L’impegno italiano nel campo della robotica ha radici lontane. Il primo progetto completo per un robot umanoide fu disegnato ben cinquecento anni fa da Leonardo Da Vinci, il quale appuntò in vari fogli il suo cavaliere meccanico, che non sappiamo se fu mai realizzato, ma che, per le informazioni che ci sono arrivate, probabilmente aveva l’aspetto di un soldato con l’armatura e poteva muovere le braccia autonomamente.

È però negli anni Settanta del Novecento che i robot fecero la loro comparsa in maniera considerevole nell’industria italiana, quando Fiat introdusse nei suoi stabilimenti Robogate, un sistema robotico per l’assemblaggio delle scocche delle auto, sviluppato da COMAU, azienda torinese di robotica tra le più note al mondo.

Oggi siamo anni luce da allora: solo per quanto riguarda il comparto industriale, questa filiera conta ben 104mila imprese, che danno lavoro a 429mila persone.

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