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I primati italiani in Europa nelle “Scienze della vita”

Cinzia Arena | Avvenire

11 Mag 2021 Redazione

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I primati italiani in Europa nelle "Scienze della vita" | Cinzia Arena | Avvenire

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È uno dei settori in cui il nostro Paese è all’avanguardia grazie ad un patrimonio di competenze, innovazioni e tecnologie apprezzato in tutto il mondo. Le “Scienze della vita” – definizione che include l’industria farmaceutica, quella biotecnologica, quella della produzione di dispositivi biomedici e i servizi sanitari – complice l’effetto pandemia sono destinate ad essere sempre più centrali.

L’Italia può vantare numerosi primati in questo campo: è, subito dopo la Germania, sul podio nella produzione farmaceutica e negli ultimi dieci anni ha registrato l’incremento dell’export più alto (+168% rispetto al +86% della media Ue). È inoltre al quarto posto a livello mondiale per numero di pubblicazioni scientifiche sul Covid-19. Ha il più importante distretto biomedicale d’Europa e il terzo nel mondo (a Mirandola) e ha messo a segno una serie di brevetti rivoluzionari a partire dal primo acceleratore lineare di protoni per la cura delle neoplasie. Tutte queste eccellenze sono racchiuse nel rapporto «100 Italian Life Sciences Stories» realizzato da Fondazione Symbola e Enel, in collaborazione con Farmindustria, e dedicato alle tecnologie per la salute. «L’Italia gioca un ruolo di protagonista anche nella filiera delle Scienze della vita – ha spiegato il presidente della Fondazione Symbola, Ermete Realacci- che sempre più vanno messe al servizio anche di un rafforzamento della medicina territoriale». Una filiera che «rappresenta un patrimonio di grande valore strategico per il Paese e concorre a creare sviluppo economico e posti di lavoro nella direzione di una visione umanistica del futuro» ha aggiunto l’amministratore delegato e direttore generale dell’Enel, Francesco Starace. Il sistema conta 1,8 milioni di lavoratori, un valore della produzione di 225 miliardi di euro nel 2018, e un valore aggiunto che, includendo l’indotto, raggiunge il 10% del Pil. La Lombardia è la regione più sviluppata con un valore aggiunto di 25 miliardi di euro e 355mila addetti. Toscana e Lazio hanno il maggior numero di aziende specializzate nella produzione di vaccini.

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