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SALVA

I modi della creatività per l’innovazione e la competitività

Come la creatività possa aiutare e sviluppare il welfare aziendale

18 Ott 2022

Francesco Zurlo

Federica Colombo

Estratto del capitolo “I modi della creatività per l’innovazione e la competitività” di Io sono Cultura.

In questo saggio parliamo di employee engagement, definito come il livello di investimento psicologico di un dipendente all’interno della propria organizzazione e del ruolo della creatività nel favorire questo coinvolgimento. Il tema assume una rilevanza strategica concomitante con le recenti trasformazioni del mondo del lavoro, dovute principalmente alla pandemia. Ci sono diversi modi di intendere l’employee engagement: un modello di lettura efficace, formulato dalla società di consulenza dei rischi e delle risorse umane AON, fa riferimento a tre azioni. Say, Stay e Strive. Say indica l’employee advocacy, che misura il riscontro positivo – detto, raccontato, comunicato – che ogni lavoratore ha della propria azienda; Stay indica la volontà di rimanerci a lavorare; Strive la volontà di contribuire attivamente al successo della propria azienda.

Pertanto, la progettazione dell’esperienza vissuta sul luogo di lavoro e la partecipazione attiva alla vita aziendale consente ad ogni membro dell’organizzazione di aumentarne l’investimento psicologico per farlo sentire parte integrante della realtà in cui lavora. Un modo che sembra mettere in gioco questi tre fattori è quello della “creatività”, che a livello organizzativo si traduce nella cosiddetta “Creative Confidence”.

Il termine significa letteralmente fiducia creativa ed è stato coniato da David e Tom Kelley, fondatori di una delle design firm più prestigiose del mondo: IDEO. Il concetto allude a quei dispositivi organizzativi che favoriscono la creatività dei singoli e, al contempo, la disposizione positiva da parte della leadership ad accogliere una cultura della creatività all’interno dell’organizzazione. Alla base di questo concetto c’è l’idea che ognuno abbia le potenzialità per trovare soluzioni in modo dinamico e creativo e che i dipendenti possano contribuire all’innovazione interna se abilitati ed incentivati. Lavoratori che si sentono ingaggiati performano meglio, sono meno soggetti al burnout e rimangono più a lungo nella stessa impresa.

La Creative Confidence può rappresentare uno strumento prezioso per aumentare la motivazione dei lavoratori, diventando anche un valido alleato nel coinvolgerli nel processo di ripensamento delle modalità lavorative e nel contrastare fenomeni come quello della Great Resignation, che ha visto un forte numero di lavoratori lasciare volontariamente la propria occupazione. La Creative Confidence in azienda si può concretizzare attraverso programmi di collaborazione e stimolo all’imprenditorialità individuale, con piattaforme dedicate alla condivisione di idee e sessioni di co-progettazione.

­Questa fiducia creativa però non si abilita solo con metodi o strumenti, ma grazie all’assorbimento di una cultura della creatività che, per chi scrive, è assimilabile alla “cultura del progetto”. Quest’ultima entra nella cultura di impresa che, per Schein si manifesta in espressioni ‘visibili’, valori ‘esposti’ ed assunti ‘impliciti’.

Continua a leggere il capitolo da p. 156 a 160 su Io Sono Cultura 2022, la ricerca realizzata con Unioncamere, Regione Marche, in collaborazione con l’Istituto per il Credito Sportivo.

 

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user Francesco zurlo

Preside vicario Scuola del Design Politecnico di Milano

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Dipartimento Design Politecnico di Milano

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