Opinioni

SALVA

Green Economy – Meccanica

Industria 4.0 e sostenibilità

18 Dic 2018 - Redazione

Industria 4.0 e sostenibilità
La transizione in corso verso un’industria 4.0 e in particolare gli incentivi legati a questa transizione hanno dato uno stimolo rilevante verso l’efficienza e la sostenibilità al mercato delle macchine utensili e, a cascata, alla manifattura che quelle macchine usa. Le misure incentivanti si rivolgono, infatti, al rinnovamento di beni strumentali materiali e immateriali in chiave tecnologica e sostenibile: essi devono essere dotati, tra l’altro, di “componenti, sistemi e soluzioni intelligenti per la gestione, l’utilizzo efficiente e il monitoraggio dei consumi energetici e idrici e per la riduzione delle emissioni, filtri e sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, sostanze chimiche, polveri con sistemi di segnalazione dell’efficienza filtrante e della presenza di anomalie o sostanze aliene al processo o pericolose, integrate con il sistema di fabbrica e in grado di avvisare gli operatori e/o di fermare le attività di macchine e impianti” . Nel 2017 gli ordini di macchine utensili, robot e automazione sono cresciuti del 45,9% rispetto all’anno precedente (quando, invece, erano aumentati del 7,5% rispetto all’anno prima).
La crescita così rilevante di questi settori è legata essenzialmente, come indicato, agli investimenti in beni strumentali compiuti dalle imprese che hanno beneficiato del Piano Industria 4.0 varato dal precedente Governo. Un piano a sostegno dell’innovazione delle imprese attraverso quattro direttrici strategiche di intervento: investimenti innovativi, competenze, infrastrutture abilitanti, strumenti pubblici di supporto. In sostanza l’intervento del Governo ha mirato a aumentare la flessibilità, la velocità, la produttività, la qualità e la competitività delle aziende sostenendo il loro rinnovamento. Sono state messe in campo misure di iper e super ammortamento per gli investimenti in beni strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi, contributi a sostegno delle imprese che richiedono finanziamenti bancari per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti, attrezzature e tecnologie digitali, un credito d’imposta su spese in ricerca e sviluppo, una tassazione agevolata sui redditi derivanti da dall’utilizzo della proprietà intellettuale e detrazioni fiscali fino al 30% per investimenti in capitale di rischio. A queste si aggiungono il fondo di garanzia per sostenere le imprese che hanno difficoltà a ricevere credito bancario, l’aumento del rendimento del proprio capitale investito in azienda, la riduzione della pressione fiscale per le imprese che lasciano gli utili in azienda e una tassazione agevolata per i premi salariali.
Anche l’Europa ha incoraggiato tale cambiamento, finanziando attraverso Horizon 2020 la ricerca e l’innovazione in ambito industriale con quasi 80 miliardi di euro tra il 2014 e il 2020. Si tratta di una rivoluzione che parte dalla digitalizzazione con interventi in grado di mobilitare, secondo la Commissione Europea, più di 50 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati e di incrementare le entrate annuali delle imprese di 110 miliardi di euro in cinque anni .
Grazie agli investimenti già effettuati e a quelli che le aziende intraprenderanno, il settore della meccanica strumentale potrà continuare a rinnovarsi grazie a macchinari in grado di ridurre l’utilizzo di materie prime, rendere più efficienti i cicli produttivi e personalizzare il prodotto migliorando il rapporto con l’utilizzatore. Il digital manufacturing è entrato a far parte del modo di produrre: gli oggetti IoT connessi tra loro e al cloud acquisiscono ed elaborano dati, i software consentono l’autodiagnosi e la manutenzione, il Virtual Prototying simula e ottimizza la costruzione di un prodotto in termini di materia, energia e inquinanti. Un corretto approccio progettuale e l’adozione di tecnologie all’avanguardia consentono ai costruttori di macchine di contribuire in modo significativo alle iniziative di sostenibilità, implementate con sempre maggior impegno dalle aziende manifatturiere. Il risparmio energetico non è più una scelta per le aziende ma una strada obbligata per essere in linea con lo sviluppo tecnologico e per garantire ai clienti una significativa riduzione dei consumi per unità prodotta, meno sprechi, migliore qualità, ottimizzazione delle prestazioni, con un ritorno sugli investimenti inferiore ai due/tre anni. Questa capacità di elevare la qualità ambientale dei propri prodotti, a volte anticipando i dettati normativi e precorrendo l’innovazione, è un vantaggio competitivo per le nostre aziende sul mercato, dove la concorrenza si gioca con prodotti asiatici di costo e qualità inferiore. Puntando sul green il settore conferma la sua capacità di contribuire alla costruzione di un’economia circolare con una produzione efficiente, flessibile e sostenibile.

Ricevi storie di qualità nella tua email

Condividi su

Rubriche

A cura di: Redazione

Continua a leggere

Opinioni

Affrontare con coraggio la crisi climatica permette anche di avere una società e una economia a misura d’uomo. E l’Italia può giocare la partita del #RecoveryFund da protagonista.

21 Set 2020

Opinioni

Nella nona puntata de “L’Italia che verrà” il presidente Ermete Realacci dialoga con Catia Bastioli, AD Novamont, sulla sfida della chimica verde tra innovazione, territorio, economia circolare, a partire dal Manifesto di Assisi.

29 Giu 2020

Opinioni

Nella seconda puntata de “L’Italia che verrà” Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola dialoga con Francesco Starace, AD Enel, su rinnovabili, innovazione e coesione sociale a partire del Manifesto di Assisi di cui sono entrambi promotori.

14 Mag 2020

Opinioni

Nella Prima Puntata de “L’Italia che verrà” Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola, e Padre Enzo Fortunato, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, parlano del valore del Manifesto di Assisi di cui sono i promotori.

08 Mag 2020