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SALVA

Gabbantichità

Dotata di un proprio laboratorio interno ed attiva nel mondo del restauro dal secondo dopoguerra, la piemontese Gabbantichità lavora su diverse tipologie di opere appartenenti al patrimonio storico-artistico italiano.

17 Nov 2020

Redazione

Tra le Eccellenze Artigiane riconosciute dalla Regione Piemonte, Gabbantichità è attiva dal 1948 nel restauro di diverse tipologie di materiali e manufatti: dipinti su tela e tavola, affreschi, sculture lignee, bronzi, carta e superfici lapidee. Fondata dai fratelli Gabba, oggi è guidata da Donatella Gabba – architetto specializzato nel restauro – e dal marito Vincenzo Basiglio, presidente Nazionale di Confartigianato Restauri. Negli anni ’90 la frequenza dei corsi riservati a restauratori professionisti tenuti da docenti dell’Opificio delle Pietre Dure, dell’ISCR e della Scuola del Botticino, con stage di restauro su opere come la Madonna del Cardellino di Raffaello e il Caravaggio di Malta, ha permesso a Gabbantichità – tra le prime in Piemonte – l’ utilizzo della Tavola Calda e delle indagini TAC per la diagnostica. 

Recentemente, il laboratorio si è occupato di un polittico di altare ligneo del ‘400 di Scuola Tortonese, in mostra a Venaria nel 2018. Per gli esami diagnostici oltre al laboratorio interno, sono in atto importanti collaborazioni con l’Università di Alessandria (Prof. Maurizio Aceto). E’ stato recentemente restaurato un dipinto su tela di Pellizza da Volpedo, raffigurante San Luigi Gonzaga. Attraverso la riflettrografia, le indagini a fluorescenza ultravioletta e al videomicroscopio, è stato possibile evidenziare le tecniche del grande pittore divisionista, che prevedevano l’uso di frammenti di polvere d’oro per donare brillantezza all’aureola del santo e di strumenti appositamente preparati per dare un effetto di righe multiple in velatura. 

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