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Festival Symbola, territori «marginali» e catena dell’Appennino al centro del dibattito

Il Resto del Carlino - Ed. Macerata

23 Lug 2020 - Stampa

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Festival Symbola, territori «marginali» e catena dell'Appennino al centro del dibattito | Il Resto del Carlino - Ed. Macerata

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Strategie di conservazione della natura e sviluppo locale per valorizzare la montagna.

I territori marginali e la catena dell’Appennino sono stati gli argomenti al centro dei dibattiti della seconda giornata del Festival della Soft Economy della Fondazione Symbola. Nella mattinata di ieri sono state riportate le visioni e le esperienze dai territori «marginali» che rappresentano un fronte avanzato sulla via della sostenibilità ambientale e dell’inclusione sociale, due temi considerati fondamentali per le crisi pandemica e climatica. Nel pomeriggio invece si è discusso dell’Appennino e dell’attualità del progetto Appennino Parco d’Europa, a cura di Federparchi. Il progetto mantiene intatto il valore della sua visione e delle sue strategie di conservazione della natura e sviluppo locale, due peculiarità che possono spingere il territorio verso il futuro grazie ad una rinnovata centralità della montagna. Oggi la prima giornata del seminario estivo della Fondazione con la sessione mattutina, dalle 10 alle 13, che vede al centro l’affermazione di Papa Francesco: «Peggio di questa crisi c’è solo il dramma di sprecarla», in collaborazione di Comieco e Ipsos. Più volte il segretario generale della Fondazione, Fabio Renzi, ha affermato che la crisi va interpretata come un’opportunità. Pomeriggio, dalle 15 alle 19, si parlerà di «città più abitabili e territori più abitati», dei piccoli comuni, borghi e territori ai tempi del Covid. Oltre alle grandi città infatti, l’Italia deve scommettere anche sui territori, niente affatto marginali ma centrali per rispondere alle nuove sfide, spazi per un’economia e una vita più a misura d’uomo. Fra gli interventi in programma quello del ministro per gli affari regionali e autonomie, Francesco Boccia, e dei sindaci della provincia Paolo Teodori, di Ripe San Ginesio, e Alessio Vita, di Belforte del Chienti.

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