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Design: formazione e lavoro

L’offerta formativa in Design ha seguito la forte evoluzione del contesto sociale, ambientale e tecnologico.

03 Mag 2022

Redazione

L’offerta formativa in Design ha seguito nel corso degli anni la forte evoluzione del contesto sociale, ambientale e tecnologico, e la parallela evoluzione del ruolo e della professione dei designer, modificando i suoi obiettivi e i suoi contenuti, ampliando non solo i temi e gli ambiti di intervento affrontati all’interno dei corsi di studio, ma anche le competenze disciplinari e professionali chiamate a comporre i programmi di studio.

Il moltiplicarsi dell’offerta formativa, l’alto numero di richieste di iscrizione rispetto ai posti disponibili e il continuo estendersi degli ambiti professionali del designer, se da un lato ne decretano il successo, dall’altro rendono necessaria una opportuna e continua riflessione sui confini, sulle specificità e sulla qualità della didattica.

L’ampiezza dell’offerta e l’eterogeneità delle istituzioni si riflettono anche nella presenza di diversi orientamenti alla didattica del design, pur rispettando l’insegnamento dei saperi scientifici e delle competenze indispensabili. Ad esempio, il percorso universitario è maggiormente attento alla formazione di un designer professionista, che sappia connettere con un approccio multidisciplinare le conoscenze umanistiche e scientifiche con quelle più specifiche della progettazione e della tecnologia dei materiali.

Più attenta alle tradizioni dell’artigianato artistico e all’ambito della grafica e comunicazione è l’offerta formativa delle Accademie di Belle Arti.

Di natura più specialistica è, invece, la vocazione degli ISIA (Istituti Superiori Industria Artistica), a differenza degli Istituti privati autorizzati al rilascio di titoli AFAM (Alta Formazione Artistica e Musicale) che propongono un’offerta formativa più orientata verso gli aspetti applicativi. Una pluralità di approcci capace di creare e valorizzare un particolare intreccio con il patrimonio culturale e il sistema produttivo locale.

Come anticipato in premessa, all’interno di questa cornice, gli istituti che hanno attivato corsi di studio in discipline del design nell’anno accademico 2018/2019 sono complessivamente 81.

Tra questi ci sono 22 Università, 22 Istituti privati autorizzati a rilasciare titoli AFAM, 16 Accademie di Belle Arti, 15 Accademie Legalmente Riconosciute e 6 ISIA.

Per un totale di 291 corsi di studio, distribuiti in vari livelli formativi e in diverse aree di specializzazione.

Di questi, nell’anno solare 2019 solo 73 istituti hanno rilasciato titoli di studio in discipline del design, formando nel complesso 9.362 designer, cioè circa il 13,5% in più rispetto al 2018, considerando nel loro insieme laureati di I livello, laureati di II livello, diplomati in master post-laurea di I e II livello.

In particolare, i designer formati dalle Università sono 4.027 a cui si somma il comparto AFAM con 5.335 unità, rappresentando rispettivamente il 43% e il 57% del totale.

L’Università, per effetto dei dati in crescita rispetto all’anno precedente (+5,3%), conferma il proprio primato, seguita a distanza dal numero crescente di diplomati presso gli Istituti privati autorizzati al rilascio di titoli AFAM (20,4%), le Accademie Legalmente Riconosciute (20,1%), le Accademie di Belle Arti (13,6%) e infine gli ISIA (2,8%).

Occorre, tuttavia, precisare che l’incremento di laureati/diplomati rispetto all’anno precedente è dovuto principalmente al maggiore numero di corsi accreditati e attivati in discipline del design, in particolar modo nel caso degli istituti autorizzati a rilasciare titoli AFAM. Infatti, considerando come riferimento il totale degli istituti che nell’anno solare 2018 hanno rilasciato titoli di studio in discipline del design, l’incremento del numero di designer formati è solo del +4,5%.

Fonte: elaborazione Fondazione Symbola su dati MUR, 2019

 

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