Rassegna

SALVA

Da Collemaggio a Giotto, il restauro è un vanto italiano

Silvia Lambertucci | Ansa

17 Nov 2020 - Redazione

CONTINUA A LEGGERE

Da Collemaggio a Giotto, il restauro è un vanto italiano - Silvia Lambertucci | Ansa

Da-Collemaggio-a-Giotto-il-restauro-è-un-vanto-italiano.pdf - 4.08 Mb

Simbolo dell’Aquila e capolavoro dell’architettura barocca, gotica e romanica, la Basilica di Santa Maria in Collemaggio, distrutta nel 2009 dal terremoto che ha devastato l’Aquila, è tornata al suo antico splendore. E certo nessuno ad osservarla oggi potrebbe sospettare che all’interno della sua muratura, persino dietro alla sua strepitosa facciata, siano stati impiantati chilometri e chilometri di una super tecnologica maglia in acciaio inox. Del resto con il suo cantiere modello, ricco di competenze trasversali e completato in soli due anni (tra il 2016 e il 2017) continuando ad ospitare sia i matrimoni sia la celeberrima festa della Perdonanza, Collemaggio è un’eccellenza riconosciuta da tutti, apprezzata al punto da aver appena ricevuto l’European Heritage Award 2020, il più prestigioso dei premi internazionali per questo settore. Ma non è il solo.

Dall’Aquila ad Aquileia, da Ravenna a Torino, da Roma a Padova, l’Italia è piena di storie che raccontano l’eccellenza nel recupero e nel restauro del patrimonio immobiliare storico. Cento di queste storie di innovazione, sostenibilità e bellezza sono raccolte nel rapporto curato da Fondazione Symbola e Fassa Bortolo con la partnership di Assorestauro presentato oggi alla presenza del ministro della cultura Franceschini, da Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola, e Paolo Fassa, presidente della Fassa Bortolo, con la partecipazione di Alessandra Vittorini, per molti anni alla guida della soprintendenza dell’Aquila e da due mesi direttore della Scuola di Beni Culturali del Mibact. Un lavoro che è di fatto l’occasione per mettere a sistema una filiera made in Italy fatta di competenze, tecnologie e materiali sviluppati dal mondo dell’impresa e da quello della ricerca e dell’Università, spiega Realacci. E che ci fa capire come anche l’esperienza disastrosa dei terremoti che hanno squassato il paese negli ultimi decenni non sia stata vana, anzi. Gli enormi cantieri di restauro diffusi in tutto il centro Italia (il più grande all’Aquila dove sul patrimonio culturale sono stati investiti 2 miliardi di euro) hanno fatto crescere le competenze in tema per esempio di consolidamento e messa in sicurezza, aperto allo sviluppo di nuove tecnologie e all’uso di nuovi più avanzati materiali. E’ di una azienda di Carrara (Ms), ad esempio, la Tor Art, l’idea di ricostruire l’arco di Palmira distrutto dall’Isis con una speciale stampante 3D. A Roma si deve invece all’Enea lo sviluppo di un laser scanner 3D a colori che ha permesso la la scannerizzazione della volta di Pietro da Cortona a Palazzo Barberini (seconda per grandezza solo alla Cappella Sistina). A Padova iGuzzini ha messo a punto un sistema di illuminazione particolare per la Cappella degli Scrovegni, capolavoro di Giotto. È italiano, nota Realacci, anche il primo protocollo al mondo che certifica la sostenibilità nel recupero dell’edilizia storico. Lo ha realizzato il Green Building Council Italia, e il primo edificio al mondo ad essere certificato sono le ex scuderie del Monastero benedettino della Rocca di Sant’Apollinare nei pressi di Spina (PG).

Ricevi storie di qualità nella tua email

Condividi su

Continua a leggere

23 Lug 2021

La Nazione. Grosseto

22 Lug 2021

Corriere della Sera | Damiano Fedeli

06 Lug 2021

Il Resto del Carlino. Macerata