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Contributi pubblici per la transizione ecologica in Italia

Energie rinnovabili, miglioramento del ciclo di vita dei rifiuti, soluzioni per un'economia sempre più circolare nel segno di un'Industria 4.0, mobilità elettrica e molto altro ancora sono le direzioni con cui i contributi pubblici possono aiutarci a sostenere la transizione ecologica verso un futuro più "a misura d'uomo".

19 Feb 2021 Redazione

Realizzato in collaborazione con Sara Iacovaccio e Fabio Terragni, soci di Alchema
Questo contributo fa parte del decimo rapporto GreenItaly,  realizzato da Fondazione Symbola e Unioncamere, in collaborazione con CONAI, Novamont e Ecopneus.

 

La conversione ecologica dell’economia e delle attività di impresa, come abbiamo avuto modo di leggere nelle pagine precedenti, è ormai a a tutti gli effetti una priorità politica, con grande determinazione a livello delle istituzioni europee e, in modo più sfumato, anche a livello del Governo italiano.
Mentre scriviamo sono ancora in corso le negoziazioni tra le delegazioni dei Governi e all’interno della complessa governance dell’Unione sulle somme definitive, sui meccanismi di spesa, sulle soglie minime da dedicare al Green Deal all’interno del Recovery Fund, meglio noto a Bruxelles come Next Generation EU, ma non ci sono dubbi sul fatto che gli sforzi legati al recupero economico e sociale post Covid saranno imperniati sulla trasformazione dell’economia e sul rilancio degli obiettivi di sostenibilità.
In attesa che questa affermazione si tramuti in fatti, in vincoli ed opportunità, in occasioni di finanziamento di una nuova stagione di progetti (a questo proposito sarà fondamentale la programmazione della spesa a livello nazionale e locale), abbiamo comunque voluto dare uno sguardo ai bandi oggi esistenti a livello europeo [42], da cui possano essere tratti contributi a fondo perduto per attività di ricerca, sviluppo, innovazione e realizzazione di nuove imprese e progetti sui temi della sostenibilità.
Nelle prossime pagine troverete una breve rassegna delle possibilità per le imprese italiane di ottenere contributi pubblici a fondo perduto da fonti europee o nazionali sui seguenti temi:

  • energie rinnovabili;
  • rifiuti;
  • economia circolare;
  • industria 4.0;
  • green procurement e green jobs;
  • mobilità / elettrico.

Dato il momento particolare, in cui si stanno programmando le modalità di spesa sia straordinaria (Next Generation EU) sia ordinaria, a livello sia nazionale che europeo, le informazioni che siamo in grado di dare mentre scriviamo [43] saranno presto da aggiornare, certamente con molte nuove opportunità e risorse per il Green Deal.

Fondi di finanziamento europei

Le opportunità derivanti dai fondi europei per aziende, startup, università, enti, e associazioni sono molteplici e decisamente interessanti. Si suddividono in fondi diretti e fondi indiretti.
In particolare, gli strumenti green messi a disposizione dall’Europa si possono ricondurre a tre categorie:

  • Strumenti attuali: Horizon 2020, Life, Innovation Fund
  • Nuova programmazione 2021-2027
  • Next Generation UE – Green New Deal

Strumenti attuali
Horizon 2020 (H2020) è il programma quadro per la ricerca scientifica e l’innovazione della Commissione europea per il periodo 2014-2020, che dà seguito al Settimo Programma Quadro per la ricerca. L’elemento innovativo dell’attuale ciclo di programmazione risiede nel favorire l’interazione fra il mondo della scienza ed il mercato, attraverso un processo di applicazione dei risultati della ricerca più immediato ed efficace.
Dotato di un budget totale di circa 80 miliardi di euro, è il più grande tra i programmi europei.
H2020 persegue gli obiettivi della Strategia Europa 2020, ovvero una crescita intelligente, inclusiva e sostenibile, e dell’iniziativa prioritaria “Innovation Union”, volta a incrementare la competitività globale dell’Europa.
Horizon 2020 è strutturato in tre pilastri e cinque programmi trasversali.

Ciascun pilastro è suddiviso in programmi e temi di ricerca con obiettivi specifici:

Eccellenza scientifica: il suo obiettivo è elevare il livello europeo dell’eccellenza scientifica e tecnologica e agevolare il trasferimento dei risultati della ricerca nei processi di innovazione e nel mercato, assicurando la competitività europea nel lungo periodo. Le azioni finanziate riguardano infatti il sostegno a idee e progetti che intendono sviluppare i migliori talenti europei, nonché la creazione di network di ricerca in grado di creare connessioni virtuose e rendere l’Europa attraente per i migliori ricercatori a livello internazionale.
Leadership industriale: obiettivo del pilastro è la promozione di attività strutturate di ricerca e innovazione nelle aziende europee, puntando in particolare all’innovazione ecologica e cercando di innescare un meccanismo di investimento diretto da parte del mondo imprenditoriale, favorendo la crescita delle PMI e la loro trasformazione in aziende leader a livello europeo e mondiale.
Sfide sociali: gli scopi del pilastro rispecchiano le finalità della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e solidale e si estendono infatti a molteplici settori, inclusi quelli delle scienze sociali e umanistiche, favorendo un collegamento positivo fra scienza e società (Science for and with Society), che costituisce una delle priorità fissate dal programma Horizon 2020. Alcune Sfide sociali sono specificamente dedicate alla ricerca e all’innovazione nei settori ambientale ed energetico, sebbene la sostenibilità sia un obiettivo trasversale a tutti gli ambiti di programmazione comunitari.
In particolare, le Sfide sociali (Societal challenge-SC) di carattere ambientale ed energetico sono le seguenti:

  • SC2: Sicurezza alimentare, agricoltura e silvicoltura sostenibile, ricerca marina e marittima e delle acque interne e bioeconomia
  • SC3: Energia sicura, pulita ed efficiente
  • SC4: Trasporto intelligente, verde e integrato
  • SC5: Azione per il clima, ambiente, efficienza delle risorse e materie prime

L’attuazione di Horizon 2020 avviene tramite Programmi di lavoro biennali.
I cinque programmi trasversali riguardano gli obiettivi e le tematiche presenti in tutti e tre i pilastri e sono:

  • Spreading excellence and widening participation: punta all’ampliamento della partecipazione e alla massima divulgazione dell’eccellenza scientifica e tecnologica.
  • European Institute of Innovation and Technology (EIT): mira al trasferimento della conoscenza dal mondo scientifico a quello imprenditoriale attraverso gli strumenti operativi offerti dallo EIT.
  • Science with and for Society: intende realizzare ogni forma di cooperazione positiva fra scienza e società, divulgando i risultati della ricerca e promuovendo i benefici sociali che ne derivano.
  • Joint Research Centre: offre un supporto tecnico indipendente a politiche e strategie europee; è basato sulla collaborazione fra più centri di ricerca nazionali presenti negli Stati membri dell’UE e riceve finanziamenti diretti dalla Commissione europea per lo svolgimento di un lavoro a livello integrato.
  • Euratom: prevede il coordinamento dei programmi nazionali dei vari Stati membri in tema di energia nucleare.

Esiste infine l’area delle Cross-cutting Activities (Focus Areas) contenente bandi e linee di finanziamento per progetti di ricerca e sviluppo su tematiche trasversali a più aree. I bandi pubblicati nell’area cross-cutting riguardano temi con un elevato impatto politico e sociale, che può essere implementato e rafforzato attraverso l’interazione fra più programmi di lavoro, in particolare tra le azioni del secondo e del terzo pilastro, Leadership industriale e Sfide sociali [44].

 

 

 

Horizon 2020 Green Deal Call. Un miliardo di euro per progetti che promuovano la transizione verde e digitale
La Commissione europea ha annunciato l’apertura di un bando dedicato al Green Deal europeo, l’ultima call del programma Horizon 2020 (H2020-LC-GD-2020), che mette a disposizione 1 miliardo di euro per progetti di ricerca e innovazione che rispondano alle sfide legate alla crisi climatica e ambientale in Europa che vanno sommandosi a quelle causate dal Covid-19.
Un investimento incentrato sull’innovazione che dovrebbe imprimere un’accelerazione alla transizione giusta e sostenibile verso un’Europa a impatto climatico zero.
La call è strutturata in otto aree tematiche che riflettono i principali filoni d’intervento del Green Deal europeo, declinate a loro volta in una serie di aree tematiche specifiche:

  1. accrescere l’ambizione in materia di clima;
  2. energia pulita, economica e sicura;
  3. industria per un’economia circolare e pulita;
  4. edifici efficienti sotto il profilo energetico e delle risorse;
  5. mobilità sostenibile e intelligente;
  6. strategia From Farm to Fork “Dal produttore al consumatore”;
  7. biodiversità ed ecosistemi;
  8. ambienti privi di sostanze tossiche e inquinamento.

A questi si aggiungono altri due settori trasversali – rafforzamento delle conoscenze e responsabilizzazione dei cittadini – che offrono una prospettiva a più lungo termine per realizzare le trasformazioni auspicate dal Green Deal europeo, lanciato dalla presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen a dicembre 2019.
Sono previste inoltre opportunità di cooperazione al fine di affrontare i bisogni dei Paesi meno sviluppati, soprattutto in Africa, nel contesto dell’Accordo di Parigi e degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.
Dato il carattere straordinario e urgente di questo bando rispetto ai precedenti di Horizon 2020, esso punta a risultati chiari, tangibili e trasferibili, nel breve e nel medio periodo, perseguendo però una visione di cambiamento a lungo termine, vale a dire meno azioni ma più mirate, grandi e visibili, con particolare attenzione alla pronta scalabilità, diffusione e penetrazione.
La call rimane aperta dal 22 settembre 2020 fino al 26 gennaio 2021. L’avvio dei progetti selezionati è previsto nell’autunno 2021 [45].

 

Programma LIFE. Lo strumento finanziario per l’ambiente
LIFE è il programma della Commissione Europea mirato alla protezione dell’ambiente, intesa come habitat, specie e biodiversità, come utilizzo efficiente e sostenibile delle risorse naturali, protezione ambientale e governance ambientale a salvaguardia della salute, lotta alle emissioni inquinanti e al cambiamento climatico, miglioramento delle politiche, della governance e introduzione di sistemi più efficaci in ambito ambientale.
Il programma LIFE è gestito dalle direzioni generali Ambiente e Clima della Commissione Europea. La Commissione ha delegato l’implementazione delle varie componenti del programma LIFE all’EASME (Executive Agency for Small and Medium-sized Enterprises).
Il programma LIFE contribuisce alla realizzazione dei seguenti obiettivi:

a) contribuire al passaggio a un’economia efficiente in termini di risorse, con minori emissioni di carbonio e resiliente ai cambiamenti climatici, contribuire alla protezione e al miglioramento della qualità dell’ambiente e all’interruzione e all’inversione del processo di perdita di biodiversità, compresi il sostegno alla rete Natura 2000 [46] e il contrasto al degrado degli ecosistemi;

b) lo sviluppo, l’attuazione e l’applicazione della politica e della legislazione ambientale e climatica dell’UE e catalizzare e promuovere l’integrazione e la diffusione degli obiettivi ambientali e climatici nelle altre politiche dell’UE e nella pratica nei settori pubblico e privato, anche attraverso l’aumento della loro capacità;

c) sostenere maggiormente la governance a tutti i livelli in materia di ambiente e di clima, compresa una maggiore partecipazione della società civile, delle ONG e degli attori locali;

d) sostenere l’attuazione del Settimo programma d’azione per l’ambiente (7° EAP [47]).

È suddiviso in due componenti principali, chiamati sottoprogrammi: Ambiente e Azione per il clima, a loro volta organizzati in settori prioritari e tipologie di azione.
Nel ciclo 2014-2020 ci son stati 2 programmi di lavoro pluriennali: 2014-2017 e 2018-2020.
Il programma LIFE coinvolge una vasta gamma di beneficiari: associazioni, organizzazioni non governative e senza scopo di lucro, aziende pubbliche e private, autorità e istituzioni pubbliche nazionali, regionali e locali, ecc., purché impegnate e portatrici di un valore aggiunto nelle tematiche d’intervento.
Le azioni finanziate nell’ambito di LIFE si suddividono nelle seguenti categorie:

1 – Progetti

a) Progetti tradizionali

  • i Progetti di buone pratiche, ovvero progetti che applicano tecniche, metodi e approcci adeguati, efficaci sotto il profilo economico e all’avanguardia, tenendo conto del contesto specifico del progetto;
  • i Progetti Dimostrativi, ovvero progetti che mettono in pratica, sperimentano, valutano e diffondono azioni, metodologie o approcci che sono nuovi o sconosciuti nel contesto specifico del progetto, come ad esempio sul piano geografico, ecologico o socioeconomico, e che potrebbero essere applicati altrove in circostanze analoghe;
  • i Progetti Pilota, ovvero progetti che applicano una tecnica o un metodo non ancora applicato, testato o sperimentato, che offre potenziali vantaggi rispetto alle attuali migliori pratiche e che può essere applicato successivamente su scala più ampia in situazioni analoghe;
  • i Progetti di Informazione, sensibilizzazione e divulgazione, ovvero progetti volti a sostenere la comunicazione, la divulgazione di informazioni e la sensibilizzazione nell’ambito dei Sottoprogrammi per l’Ambiente e l’Azione per il clima.

b) Progetti Preparatori, ovvero progetti identificati dalla Commissione in cooperazione con i Paesi membri per rispondere alle esigenze specifiche connesse allo sviluppo e all’attuazione delle politiche e legislazioni dell’Unione in materia di ambiente e clima.
c) Progetti Integrati, ovvero progetti finalizzati ad attuare su una vasta scala territoriale, in particolare regionale, multi-regionale, nazionale o transnazionale, piani di azione o strategie ambientali o climatiche previsti dalla legislazione dell’Unione in materia ambientale o climatica. Tali progetti, elaborati dalle autorità degli Stati membri, sono comunque volti a garantire la partecipazione delle parti interessate e a promuovere il coordinamento e la mobilitazione di almeno un’altra fonte di finanziamento (FESR, FEASR, ecc.).
d) Progetti Assistenza tecnica, ovvero progetti che forniscono un sostegno finanziario per aiutare i richiedenti ad elaborare i progetti integrati e, in particolare, per garantire che tali progetti siano conformi alle tempistiche e ai requisiti tecnici e finanziari del programma LIFE in coordinamento con altri fondi (FESR, FEASR, ecc.).

2 – Altre forme di finanziamento (minoritarie in termini di allocazione di fondi)

  • Sovvenzioni di funzionamento, ovvero contributo all’attività corrente di organizzazioni, nel caso in cui questa sia particolarmente in linea con obiettivi e priorità prefissati;
  • Appalti pubblici per la realizzazione di studi, conferenze, servizi specifici, assistenza, supporto al monitoraggio, (ecc.)

3 – Strumenti finanziari

Una parte dell’allocazione finanziaria di LIFE viene gestita dalla BEI (Banca Europea per gli Investimenti.
Il Sottoprogramma Ambiente comprende 3 settori prioritari:

Natura e biodiversità.
Per questo settore i progetti devono contribuire allo sviluppo e attuazione della politica e della legislazione dell’UE nelle aree della natura o della biodiversità, al sostegno e all’ulteriore sviluppo, implementazione e gestione della Rete Natura 2000 e a migliorare la base di conoscenze per attuare e gestire la politica e legislazione dell’UE sulla natura e la biodiversità e valutare i fattori che hanno un impatto su natura e biodiversità.

Ambiente e uso efficiente delle risorse:

  • Priorità tematiche in materia di acqua, incluso l’ambiente marino: Acqua, inondazioni e siccità; Gestione delle zone marittime e costiere; Industria dell’acqua;
  • Priorità tematiche in materia di rifiuti: Applicazione della legislazione in materia di rifiuti; Rifiuti ed efficienza nell’uso delle risorse;
  • Priorità tematiche relative all’efficienza nell’uso delle risorse, compresi il suolo e le foreste, e all’economia verde e circolare: Efficienza nell’impiego delle risorse, economia verde e circolare; Suolo; Foreste;
  • Priorità tematiche in materia di ambiente e salute, compresi le sostanze chimiche e il rumore: Sostanze chimiche; Rumore; Incidenti industriali;
  • Priorità tematiche in materia di qualità dell’aria ed emissioni, compreso l’ambiente urbano: Legislazione in materia di qualità dell’aria e direttiva sui limiti nazionali di emissione; Direttiva sulle emissioni industriali; Ambiente urbano.

Governance e informazione in materia ambientale:

  • Campagne d’informazione, comunicazione e sensibilizzazione in linea con il settimo programma d’azione per l’ambiente;
  • Attività di sostegno / controllo / attuazione della legislazione ambientale dell’Unione.

Il contributo massimo per i progetti in generale può coprire fino al 55% dei costi ammissibili di progetto, ad eccezione dei progetti Ambiente-Natura e biodiversità per i quali il contributo può coprire fino al 60% dei costi ammissibili (e che nel caso di habitat o specie prioritarie può essere elevato fino al 75%).
Relativamente ai progetti Natura e biodiversità, almeno il 25% del budget di un progetto deve essere dedicato ad azioni concrete di conservazione, pena l’inammissibilità del progetto.

Il sottoprogramma Azione per il clima comprende 3 settori prioritari:

  • Mitigazione dei cambiamenti climatici (CMM)
  • Adattamento ai cambiamenti climatici (CCA)
  • Governance e informazione in materia di clima (GIC)

Lanciato nel 1992, il programma LIFE ha cofinanziato più di 4600 progetti nell’UE e nei paesi terzi, erogando più di 4,2 miliardi di euro per la protezione di clima e ambiente. Nell’attuale ciclo di finanziamento 2014-2020, LIFE ha investito circa 3,4 milioni di euro. Nel ciclo 2021-2027, la Commissione europea propone di dare impulso ai finanziamenti per il programma LIFE almeno per il 60% [48].

 

 

Innovation fund. Il programma di investimenti da 10 miliardi nelle tecnologie pulite
L’Innovation Fund è uno dei maggiori programmi di finanziamento al mondo che mira a testare le migliori tecnologie innovative per contribuire all’abbattimento delle emissioni di CO2 e costituisce un elemento essenziale della Strategia UE per rispettare gli Accordi di Parigi finalizzati al raggiungimento degli SDGs (Sustainable Development Goals) e la neutralità, in termine di emissioni, per il 2050.
Per il periodo 2020-2030 il Fondo erogherà circa 10 miliardi di euro provenienti dalla vendita all’asta di quote nell’ambito del sistema di scambio delle quote di emissione dell’UE, in aggiunta agli importi inutilizzati del predecessore del Fondo per l’innovazione, il programma NER 300 [49].
Tra i settori presi in considerazione dal Fondo per l’Innovazione, da segnalare la bio-elettricità, le bio-raffinerie, il settore chimico, i cementi, il trasporto e lo stoccaggio di CO2, l’energia geotermica, l’idrogeno, ferro ed acciaio, carta e polpa, energia solare ed energia eolica.
Il focus è quindi sulle tecnologie altamente innovative, che possono portare a riduzioni significative delle emissioni in più settori e liberare ulteriori investimenti a basse emissioni di carbonio in tutti gli Stati membri.
L’Innovation Fund mira inoltre a sostenere in particolare progetti trasversali, che consentano di ridurre le emissioni in più settori. Il sostegno sarà fino al 60% del capitale aggiuntivo e dei costi operativi legati all’innovazione, principalmente tramite sovvenzioni erogate in modo flessibile in base alle esigenze del mercato e dell’attività, tenendo conto delle tappe raggiunte durante la vita del progetto.

La prima call lanciata dalla Commissione nell’ambito del Fondo per l’innovazione (conclusa il 29 ottobre 2020) vale 1 miliardo di euro e punta a sostenere lo sviluppo di tecnologie all’avanguardia per i settori energivori. Sono finanziabili i progetti che riguardano la cattura, l’utilizzo e lo stoccaggio del carbonio. Ma anche attività che riguardano tecnologie innovative per la produzione e lo storage di energia da fonti rinnovabili.

 

La prossima programmazione 2021-2027
Nel ciclo 2021-2027, la dotazione finanziaria proposta per R&I (ricerca e innovazione) e agenda digitale è di 115,4 miliardi di euro: 102,5 miliardi per R&I e 12,19 per l’agenda digitale.
In particolare, saranno destinati 97,6 miliardi di euro a titolo di Horizon Europe (contro i circa 75 miliardi di euro del programma attuale Horizon 2014-2020).
Per quanto riguarda il programma LIFE, secondo le prime anticipazioni, l’Unione Europea ha stanziato ben 5,45 miliardi di euro per LIFE 2021-2027, aumentando i fondi di 1,95 miliardi di euro rispetto al periodo 2014-2020.
Inoltre, per rendere il finanziamento a favore del clima una voce di spesa ancora più consistente, la Commissione ha proposto che almeno il 25% della spesa UE di tutti i Programmi (particolarmente in relazione a politica di coesione, sviluppo regionale, energia, trasporti, ricerca e innovazione, politica agricola comune e politica di sviluppo) venga destinato al raggiungimento di obiettivi climatici.

 

Horizon Europe. Il nuovo programma quadro europeo per la ricerca e l’innovazione
Horizon Europe è il prossimo Programma Quadro Europeo per la Ricerca e l’Innovazione per il periodo 2021-2027. Con un budget di circa 100 miliardi di euro è il più ambizioso programma di ricerca e innovazione di sempre. Il nuovo Programma Quadro continuerà a sostenere e promuovere l’eccellenza scientifica in Europa con un nuovo approccio basato sulle mission50, in modo da raggiungere risultati sempre migliori da un punto di vista sociale, politico ed economico.
In generale il Programma si propone di:

  • rafforzare e diffondere l’eccellenza, la ricerca di frontiera e di base d’eccellenza, favorendo una partecipazione più inclusiva e ampia da parte dei cittadini, per migliorare il legame tra la ricerca, l’innovazione e, se del caso, l’istruzione e le altre politiche
  • supportare l’attuazione delle priorità d’intervento dell’Unione Europea e affrontare le sfide globali che incidono sulla qualità della vita, attuando politiche in linea con i Sustainable Development Goals (Agenda 2030) e l’Accordo di Parigi sul clima, supportando il modello socio-economico e i valori europei, promuovendo ricerca ed innovazione responsabili, e migliorando la dimensione di genere
  • sviluppare infrastrutture di ricerca più competitive nello Spazio europeo della ricerca fornendo un accesso transnazionale, per promuovere l’open science e assicurarne la visibilità al pubblico, garantendo l’accesso aperto a pubblicazioni scientifiche e dati di ricerca
  • attuare una disseminazione più attiva e inclusiva per incoraggiare un utilizzo sistematico dei risultati di R&I, soprattutto per l’effetto leva sugli investimenti privati e lo sviluppo di politiche;
  • stabilire e raggiungere obiettivi ambiziosi, tramite l’uso delle mission, per stimolare le attività di R&I nelle PMI e aumentare il numero di aziende innovative
  • incoraggiare la competitività industriale, la capacità innovativa e l’occupazione in Europa, migliorando l’accesso al capitale di rischio.

L’avvio ufficiale di Horizon Europe è previsto per il 1° gennaio 2021.

 

LIFE 2021-2027
Il finanziamento si concentrerà sulla tutela dell’ambiente, sulla mitigazione dei cambiamenti climatici e sul sostegno alla transizione verso l‘energia pulita, ottimizzando l’efficienza energetica e aumentando la quota di energie rinnovabili. In questo modo l’UE intende raggiungere i suoi obiettivi climatici mirando contemporaneamente all’impatto climatico “zero emissioni” entro il 2050.
Il nuovo Programma LIFE 2021-2027 comprenderà principalmente 2 settori di intervento e 4 sottoprogrammi.
Per quanto riguarda i primi si tratta di ambiente e azione per il clima, mentre i sottoprogrammi saranno:

  • Natura e biodiversità (2,150 miliardi di €)
  • Economia circolare e qualità della vita (1,350 miliardi di €)
  • Mitigazione dei cambiamenti climatici e adattamento (0,950 miliardi di €)
  • Transizione all’energia pulita (1 miliardo di €)

Le principali novità riguardano:

  • Prosecuzione del sostegno alla transizione verso l’economia circolare e maggiore mitigazione dei cambiamenti climatici: sono previsti in particolare fondi per che sostengano la transizione completa a un’economia circolare, la preservazione e il miglioramento della qualità dell’aria e dell’acqua nell’UE, l’attuazione del quadro 2030 dell’UE per il clima e l’energia e l’assolvimento degli impegni assunti con l’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.
  • Maggiore accento sul sostegno alla transizione verso l’energia pulita: un nuovo sottoprogramma specifico stimolerà gli investimenti sostenendo le attività finalizzate all’efficienza energetica e all’energia rinnovabile, in particolare nei settori e nelle regioni europee in ritardo nella transizione verso l’energia pulita.
  • Maggiore concentrazione sulla tutela della natura e della biodiversità.

 

Green Deal
Il Green Deal europeo è un insieme di iniziative politiche portate avanti dalla Commissione europea con l’obiettivo generale di raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050, con lo scopo di migliorare il benessere delle persone. Sarà presentato un piano di valutazione d’impatto per innalzare ad almeno il 50% l’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra dell’UE entro il 2030 e verso il 55% rispetto ai livelli del 1990. L’intenzione è quella di rivedere ogni legge vigente in materia di clima e, inoltre, di introdurre nuove leggi sull’economia circolare, sulla ristrutturazione degli edifici, sulla biodiversità, sull’agricoltura e sull’innovazione.
Le ragioni che sottendono alla creazione del Green Deal europeo si basano su questioni ambientali come il cambiamento climatico, la perdita della biodiversità, la riduzione dell’ozonosfera, l’inquinamento idrico, lo stress urbano, la produzione di rifiuti e altro ancora. Le statistiche seguenti evidenziano le problematiche legate al clima all’interno dell’Unione europea:

  • per quanto riguarda i cambiamenti climatici, si prevede che, entro il 2030, i livelli di anidride carbonica raddoppieranno e in estate la temperatura del mare in Europa aumenterà di 2-3 °C;
  • l’Europa è responsabile di quasi un terzo delle emissioni mondiali di gas che riducono l’ozono;
  • oltre il 50% di tutta la superficie in cui si trovano gli ecosistemi in Europa è minacciato da problemi di gestione e da altri fattori di stress.
  • in media, ogni anno bruciano 700.000 ettari di boschi all’interno dell’Unione Europea a causa di incendi che portano al degrado delle foreste e che sono “spesso provocati da fattori socioeconomici”.

A causa dell’epidemia da Covid-19 nel 2020 l’attenzione sul Green Deal europeo è diminuita, lasciando il posto alle priorità di carattere sanitario, economico e sociale. Ma è comunque stata ribadita la consapevolezza che la ripresa economica dovrà passare anche da una conversione ecologica e che l’Europa vuole giocare un ruolo guida a livello globale. Nell’aprile 2020 il Parlamento europeo ha invitato a includere il Green Deal europeo nel programma di recupero dalla pandemia di Covid-19. Dieci paesi hanno esortato l’Unione europea a varare un Green Recovery Plan per scongiurare l’indebolimento dell’azione sui cambiamenti climatici a causa della pandemia di Covid-19.

Fondamentale per rendere possibili gli obiettivi del Green Deal è sicuramente l’implementazione di nuove tecnologie che favoriscano la transizione economica Europea. Sin dall’inizio del 2020, l’UE si è mossa concretamente in questa direzione.
La scadenza (cut-off) del 19 maggio 2020 dell’EIC Accelerator di Horizon 2020 è stata completamente dedicata ai temi del Green Deal.
L’EIC Accelerator di Horizon 2020 è uno strumento che si rivolge a startup e PMI con un elevato potenziale di crescita e di espansione sui mercati. Alla base di questi progetti d’impresa ci sono tecnologie fortemente innovative e commercializzabili. A partire da ottobre 2019 è possibile richiedere, oltre al tradizionale contributo a fondo perduto – per un massimo di 2,5 milioni di euro per singolo progetto – anche una quota di investimento in equity con la Banca europea per gli investimenti (pari a un massimo di 15 milioni di euro).

 

Innovazione e ricerca faranno da perno alla realizzazione del Green Deal europeo.
L’intenzione dell’UE sembrerebbe quella di destinare una quota maggiore dei fondi previsti dal Quadro finanziario pluriennale (Qfp) a Horizon Europe, il prossimo programma europeo per la ricerca e l’innovazione (2021-2027), rispetto all’esercizio finanziario precedente (2014-2020)

  • 83,491 milioni: la proposta della Commissione;
  • 120,000 milioni: proposta del Parlamento europeo;
  • 80,900 milioni: proposta del presidente del Consiglio europeo, Charles Michel.

Nonostante le cifre oscillino (e non di poco), risulta chiara la volontà di conferire al prossimo programma di ricerca scientifica e di sviluppo di realtà imprenditoriali innovative dell’UE una quota più consistente rispetto al passato. Secondo la proposta della Commissione europea, il 35% del budget complessivo che sarà destinato a Horizon Europe sarà a favore di progetti di ricerca e innovazione per sostenere la transizione energetica nell’ambito del Green Deal.

 

Focus sull’Economia circolare
Nel 2015 la Commissione europea ha adottato un piano d’azione per contribuire ad accelerare la transizione dell’Europa verso un’economia circolare, stimolare la competitività a livello mondiale, promuovere una crescita economica sostenibile e creare nuovi posti di lavoro.
Il piano d’azione definisce 54 misure per “chiudere il cerchio” del ciclo di vita dei prodotti: dalla produzione e dal consumo fino alla gestione dei rifiuti e al mercato delle materie prime secondarie. Inoltre, individua cinque settori prioritari per accelerare la transizione lungo la loro catena del valore (materie plastiche, rifiuti alimentari, materie prime essenziali, costruzione e demolizione, biomassa e materiali biologici). Il piano pone un forte accento sulla creazione di una solida base su cui gli investimenti e l’innovazione possano prosperare.
La transizione è sostenuta finanziariamente dai Fondi strutturali e di investimento europei, da Horizon 2020, dal Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) e dal programma LIFE.
Il piano d’azione promuove inoltre una stretta cooperazione con gli Stati membri, le regioni e i comuni, le imprese, gli organismi di ricerca, i cittadini e le altre parti interessate che partecipano all’economia circolare.
Tutte le 54 azioni previste dal piano sono state attuate o sono in fase di attuazione. È stata pubblicata una relazione completa sull’attuazione del piano d’azione per l’economia circolare adottato dalla Commissione nel dicembre 2015.
Il piano d’azione europeo per lo sviluppo, l’implementazione e lo stimolo industriale  a favore dell’economia circolare, una parte integrante del Green Deal, annunciato dalla Commissione Europea contiene misure per impedire che i prodotti non sostenibili entrino nel mercato UE, con requisiti minimi per gli imballaggi e azioni contro l’obsolescenza programmata. La Commissione europea indica il concetto di circolarità come “strumentale” per raggiungere l’obiettivo dell’Unione Europea di neutralità climatica entro il 2050, indicando una serie di misure relative all’intero ciclo di vita dei prodotti. Il piano include regole per progettare i prodotti con un maggiore impiego di materie prime riciclate e per durare più a lungo, più facili da riutilizzare, riparare e riciclare.

Il Governo italiano, le Regioni e gli Enti locali hanno trovato l’intesa sul decreto da 140 milioni per accedere alle agevolazioni per progetti di ricerca e sviluppo per la riconversione dei processi produttivi nell’ambito dell’economia circolare. Obiettivo delle agevolazioni, previste dalla legge n. 58-2019 di conversione del decreto Crescita, è favorire la transizione delle attività economiche verso un piano, un modello di economia circolare, finalizzata alla riconversione produttiva del tessuto industriale. I beneficiari possono presentare progetti anche congiuntamente tra loro, previa indicazione del soggetto capofila. In caso di progetti congiunti devono essere realizzati mediante il ricorso allo strumento del contratto di rete o ad altre forme contrattuali di collaborazione, quali, a titolo esemplificativo, il consorzio e l’accordo di partenariato.
Le agevolazioni sono concesse sotto forma di finanziamento agevolato entro il 50% dei costi ammissibili, e sotto forma di contributo diretto alla spesa fino al 20% delle spese ammissibili.
Le risorse complessivamente a disposizione ammontano a 140 milioni di euro, di cui 40 milioni per la concessione delle agevolazioni nella forma del contributo diretto alla spesa, a valere sulle disponibilità per il 2020 del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione e i restanti 100 milioni per la concessione delle agevolazioni nella forma del finanziamento agevolato a valere sulle risorse del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI). L’azione a monte del piano lanciato riguarda la progettazione dei prodotti, che dovranno essere pensati per durare più a lungo, essere più facili da riutilizzare, riparare e riciclare e incorporare il più possibile materiale riciclato anziché materia prima primaria [51].

 

Opportunità a livello nazionale
A livello nazionale l’offerta di finanziamenti della conversione ecologica delle attività di impresa è certamente più frammentata e meno leggibile rispetto a quanto accade in Europa.
Purtroppo la programmazione nazionale è di più breve periodo, di più difficile lettura, e somma alle iniziative del Governo quelle delle Regioni e non solo.
Ragionevolmente le iniziative più significative e interessanti potranno derivare dalla modalità con cui l’Italia riuscirà a organizzare il programma di attuazione dei fondi europei Next Generation EU. Anche per queste ragioni la breve ricognizione che vi presentiamo nelle prossime pagine sarà certamente parziale e limitata. Ma vale la pena di segnalare che anche a livello nazionale esistono delle opportunità da prendere in esame.
Cominciamo da quelle in scadenza. Al termine del 2020 sono ancora aperti due bandi a livello nazionale. Uno è relativo alla Digital Transformation delle piccole e medie imprese (PMI). Per questa misura sono stati stanziati 100 milioni di euro dal Decreto Crescita, con l’obiettivo di favorire la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi delle micro, piccole e medie imprese, attraverso l’applicazione di tecnologie avanzate previste nell’ambito di Impresa 4.0 e di quelle relative a soluzioni tecnologiche digitali di filiera. In particolare, si punta a sostenere la Digital Transformation nel settore manifatturiero e in quello dei servizi diretti alle imprese, nel settore turistico per le imprese impegnate nella digitalizzazione della fruizione dei beni culturali e nel settore del commercio, contribuendo così agli obiettivi di innovazione e di crescita di competitività dell’intero tessuto produttivo del Paese.
Le domande potranno essere compilate a partire dal prossimo 15 dicembre e saranno valutate e gestite da Invitalia [52].
L’altra opportunità, sempre del Ministero dello Sviluppo Economico, riguarda i progetti di ricerca e sviluppo delle imprese in tema di economia circolare.
L’intervento del Fondo sostiene la ricerca, lo sviluppo e la sperimentazione di soluzioni innovative per l’utilizzo efficiente e sostenibile delle risorse, con la finalità di promuovere la riconversione delle attività produttive verso un modello di economia circolare in cui il valore dei prodotti, dei materiali e delle risorse è mantenuto quanto più a lungo possibile, e la produzione di rifiuti è ridotta al minimo [53].

 

Le emissioni di green bond dell’area euro hanno segnato un nuovo record nel 2019: l’ammontare emesso ha raggiunto 170 miliardi di euro +50% rispetto all’anno precedente.

 

Il Green New Deal Italiano
Con la Legge di Bilancio per il 2020, il Governo ha posto le basi per una serie di politiche che puntano alla riduzione delle tasse sul lavoro, al rilancio degli investimenti in chiave ambientale e sociale ed al sostegno del welfare, con un’attenzione particolare alla sanità ed alla famiglia.
Uno dei perni su cui si muove l’impianto della manovra è proprio l’attenzione all’ambiente, con un Green New Deal italiano che si inserisce all’interno di quello europeo. Un fondo da oltre 4 miliardi di euro nel periodo 2020-2023 che punta a rilanciare lo sviluppo e gli investimenti nell’ottica di una sostenibilità ambientale al servizio del territorio e della società. Accanto al quale viene istituito un fondo per il rilancio degli investimenti delle Amministrazioni centrali, che con una dote di oltre 20 miliardi dal 2020 al 2034, punta a veicolare risorse da destinare anche per lo sviluppo dell’economia circolare, la decarbonizzazione e la riduzione delle emissioni.
La strategia, in linea con il Green New Deal annunciato dalla Commissione Europea, porterà stanziamenti aggiuntivi per oltre 59 miliardi di euro nei prossimi 15 anni.
In particolare, il fondo, che nel 2020 avrà una dotazione iniziale di 470 milioni di euro (930 nel 2021 e 1.420 milioni nel 2022 e nel 2023) prevede la concessione di garanzie per specifici programmi di investimento, anche in partenariato pubblico-privato, destinati fra l’altro, all’economia circolare ed alla mitigazione dei rischi derivanti dal cambiamento climatico.
Oltre al Green New Deal, c’è anche il rifinanziamento della Nuova Sabatini, per cui sono stati stanziati 540 milioni per gli anni dal 2020-2025. La misura è finalizzata alla concessione alle micro, piccole e medie imprese di finanziamenti agevolati per investimenti in nuovi macchinari, impianti e attrezzature, compresi gli investimenti in beni strumentali “Industria 4.0”.
La Legge di Bilancio 2020 prevede ulteriori importanti misure per le imprese, tra cui l’introduzione del credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo, in transizione ecologica, in innovazione tecnologica 4.0 e in altre attività innovative a per la competitività delle imprese [54].

 

 

42 Per completezza, in appendice al presente capitolo, si aggiunge una breve sezione dedicata ai finanziamenti a livello nazionale.

43 Il presente capitolo è stato chiuso il 15 ottobre 2020.

44 Per maggiori approfondimenti: https://ec.europa.eu/programmes/horizon2020/en

45 Per maggiori approfondimenti: https://ec.europa.eu/programmes/horizon2020/en/news/european-green-deal-call

46 Natura 2000 è il principale strumento della politica dell’Unione Europea per la conservazione della biodiversità. Si tratta di una rete ecologica diffusa su tutto il territorio dell’Unione, istituita ai sensi della Direttiva 92/43/CEE “Habitat” per garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario.

47 https://ec.europa.eu/environment/pubs/pdf/factsheets/7eap/it.pdf

48 Per maggiori approfondimenti: https://ec.europa.eu/easme/en/life

49 NER 300 è un’iniziativa della Commissione e della Banca europea per gli investimenti (BEI) nata con lo scopo di finanziare progetti di contrasto al cambiamento climatico con risorse provenienti dalla vendita di 300 milioni di quote di emissione tratte dalla riserva per i nuovi entranti (new entrants’ reserve- NER) creata per la terza fase del sistema di scambio di quote di emissioni (ETS) dell’Unione.

50 Missioni: con l’obiettivo di ottenere un impatto maggiore grazie a un focus più mirato, a una correlazione più stretta tra R&I europee, e ad un coinvolgimento più diretto dei cittadini. Una missione, infatti, è un insieme di azioni con uno specifico obiettivo, rilevante per la scienza, la tecnologia, la società e la popolazione europea, entro un limite di tempo prestabilito.

51 Per approfondire: economia circolare in Italia: https://www.minambiente.it/pagina/leconomia-circolareitalia

52 Per maggiori approfondimenti: https://www.mise.gov.it/index.php/it/incentivi/impresa/digitaltransformation

53 Per maggiori approfondimenti: https://www.mise.gov.it/index.php/it/incentivi/impresa/r-seconomia-circolare

54 Per maggiori approfondimenti: http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Attivit–i/Bilancio_di_previsione/Bilancio_finanziario/2019/NotaTecnicoIllustrativaLB/NotaTecnico-Illustrativa_lb-2020_2022.pdf

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