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SALVA

Automotive: la tempesta perfetta

La transizione del mondo auto tra crisi, guerra e tutela ambientale

18 Gen 2023

Redazione

Nel 2022, il settore automotive è stato colpito da una “tempesta perfetta”, trovandosi a portare avanti un processo di profonda trasformazione – a livello tecnologico, normativo, sociale e culturale – diventato negli ultimi anni dirompente e ineludibile, con diversi fattori di incertezza in gioco: le conseguenze della pandemia, il protrarsi della carenza di semiconduttori, il conflitto tra Russia e Ucraina, l’aumento dei costi dell’energia e quello delle materie prime. E mentre tenta di affrontare al meglio tutte queste contingenze, si fa sempre più urgente, nell’ottica del raggiungimento degli obiettivi climatici previsti dall’UE, la necessità di definire una roadmap di decarbonizzazione della mobilità che veda impegnati tutti: imprese, Governi, cittadini.

In questo contesto, nel 2021 la produzione mondiale di autoveicoli è in rialzo del 3% rispetto al 2020; se confrontiamo i volumi con quelli 2019, tuttavia, si registra un calo a due cifre (-13%). Le vendite globali di autoveicoli risultano invece in rialzo del 5% sul 2020, mentre rispetto ai volumi pre-Covid del 2019 sono in flessione del 9%. Le vendite delle sole autovetture, in UE, EFTA e Regno Unito, diminuiscono dell’1,5% rispetto al 2020, con la Germania a segnare l’unica contrazione tra i 5 mercati principali (-10,1%). L’Italia chiude il 2021 in crescita del 5,5% rispetto al 2020 per vendite di auto, con una tendenza negativa per tutta la seconda metà dell’anno. Trend che continua anche nel primo semestre 2022: -22% rispetto allo stesso periodo del 2021. Per quanto riguarda la produzione di autoveicoli nel nostro Paese, si registra una flessione del 16% nel primo trimestre dell’anno.

In Italia, l’automotive nel suo complesso (industria e servizi) genera un fatturato di €337 mld e occupa 1,26 mln di persone. Il settore industriale diretto e indiretto conta 5.156 imprese e 268.000 addetti, che generano un fatturato di €93 mld, pari al 5,2% del PIL, e investimenti fissi lordi per €3 mld, pari al 9,1% degli investimenti della manifattura italiana. Complessivamente, la spesa in R&S intra-muros8 delle imprese operanti in Italia è di €1,7 mld, pari al 15,4% del totale speso in attività manifatturiere.

Continua a leggere “Edilizia” p. 202 di “GreenItaly 2022. Un’economia a misura d’uomo contro le crisi” la ricerca su dati e storie della green economy italiana di Symbola e Unioncamere.

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