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Alimentazione ad idrogeno, è italiana la prima sperimentazione per le operazioni portuali

Il sistema ad idrogeno riduce le emissioni inquinanti a zero, rilasciando solo acqua e calore durante il funzionamento.

16 Feb 2022

Caterina Ambrosini

Il primo mezzo ad idrogeno per le operazioni di logistica portuale batte bandiera italiana e può dare il via alla riduzione delle emissioni delle attività all’interno dei porti. Si tratta di uno yard truck per il carico e scarico merci – sviluppato e progettato dal consorzio Atena con il supporto di Enea, Cantieri del Mediterraneo e dalle Università di Napoli Parthenope e di Salerno – che Grimaldi Group metterà alla prova per la prima volta in Spagna nello scalo di Valencia.

 

La novità di questo nuovo mezzo per la movimentazione delle merci portuali è appunto il suo sistema alimentato ad idrogeno che oltre a permettere una buona autonomia operativa (circa 6 ore), costi di manutenzione bassi e rifornimento in tempi brevi – con una capacità complessiva di 12 chilogrammi di idrogeno – riduce le emissioni inquinanti a zero, rilasciando solo acqua e calore durante il funzionamento.

Il “trattore portuale” Made in Italy è equipaggiato con un motore elettrico che riceve energia simultaneamente sia dalla cella a combustibile sia dalla batteria, che a sua volta si ricarica attraverso frenate e decelerazioni.

Secondo l’Enea rendere operativa una flotta portuale ad idrogeno potrebbe evitare all’atmosfera circa 501 tonnellate di CO2 e 5 tonnellate di ossido di azoto all’anno.

 

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