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Adp è tutto un mondo

Un tempo c'era il Mias e la declinazione della sigla spiega perché non c'è più la mostra internazionale dell'articolo sportivo. Oggi non c'è solo un articolo, ci sono tanti articoli sportivi, talmente tanti che pure l'ultima edizione di Pitti Uomo è stata l'ennesima celebrazione dei valori dello sport.

13 Gen 2018 Redazione

Un tempo c’era il Mias e la declinazione della sigla spiega perché non c’è più la mostra internazionale dell’articolo sportivo. Oggi non c’è solo un articolo, ci sono tanti articoli sportivi, talmente tanti che pure l’ultima edizione di Pitti Uomo è stata l’ennesima celebrazione dei valori dello sport. A poche settimane dal ritorno in scena di Armani come fornitore ufficiale delle divise degli azzurri ai Giochi Olimpici ci sono stati altri brand classici del settore moda, da Fendi a Valentino, che si sono messi in scia al Giorgio nazionale e alle altre aziende che trovano nella storia dello sport, Heritage il nome in codice per tutti, spunti e stimoli per declinare il made in Italy in tanti capi diversi. Oltre tutto nel momento in cui da oltreoceano arrivano notizie di risultati non brillanti per i big dello sport, Nike e altri, che perdono terreno proprio perché ai loro prodotti, iper tecnici e tecnologici, manca il soffio magico della moda.

Ma per capire questa rivoluzione bisogna andare in centro a Torino, dietro piazza San Carlo. Alessandro Del Piero si è preso un intero isolato per unire due sue attività. Prima è arrivato, nel 2013, Adp Log, uno spazio per mostre su tre piani, mostre mai banali come dimostra il fatto che il padrone di casa ad esempio ha dedicato un lungo periodo ad Assist, un viaggio nel passato e nel presente nei tanti mondi del basket. Del gallerista Del Piero ha le tante curiosità e la capacità, innata e pure sempre allenata, di non essere mai banale. E infatti, proseguendo nella camminata nel suo “isolato”, dopo Adp Log si finisce per specchiarsi nelle vetrina di Satù che era, un tempo, il regno gestito dalla moglie Sonia e invece oggi è la scintillante vetrina di Airdpstyle, altra declinazione del campione che diventa firma ma sempre con un tratto distintivo. E che tratto. Airdp style ha già otto negozi in tutta Italia, 4 corner, oltre alla vetrina torinese.

Se la firma è di uno, quell’uno non si è dimenticato di sviluppare un buon gioco di squadra e così Del Piero ha voluto con se l’imprenditore Lele Danzi e la responsabile di PA Trade Paola Froldi. Facile, ma anche giusto dire che nella ricca storia di atleti che hanno scelto per la loro second life un impegno nell’abbigliamento sportivo Alessandro si è dimostrato uno capace di staccarsi dal gruppo. Ha un catalogo ricco che va dagli occhiali alle scarpe da golf passando per le sneakers che sono la dimostrazione più evidente del successo modaiolo dello sport e arrivando anche a capi di abbigliamento. Il tutto partendo dalla passione, ci tiene a precisare Del Piero, “aggiungendo un soffio di glam e sporty”, trovando una sincera coerenza con quello che oggi è il nuovo approccio dinamico alla vita del mercato e di uno che ha scelto di abitare a Los Angeles senza dimenticare la residenza torinese.

Il tratto distintivo di Airdpstyle è la leggerezza, testimoniata anche dal prodotto più originale: le sneakers trasparenti Ishu, la cui sigla significa Intelligent Shoes Hydrorepellent Unit. Del Piero se ne intende, è stato testimonial di scarpe da calcio leggere per tutta una carriera, e così dal suo team di lavoro è scaturita la prima scarpa al mondo realizzata in materiali plastici completamente traspiranti. Il trucco è in una speciale valvola unidirezionale posta nel tacco: fa uscire aria e umidità, non fa entrare l’acqua. Vedere per credere sul sito: i modelli sold out sono già diversi. E intanto lui, il poliedrico Del Piero, se le ride anche dalle vetrine delle librerie. L’ultimo suo libro, “Detto tra noi”, realizzato con efanswer, ovvero rispondendo alle domande dei tifosi, è tra i più venduti. Altro che articolo sportivo, Adp è tutto un mondo.

Luca Corsolini – Symbola

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A cura di: Luca CORSOLINI

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