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Cammino di San Francesco di Paola #40

Il cammino 40 è un percorso di 108 km tutti in Calabria che incrocia i luoghi della vita del Santo, dalla giovane età alla vita eremitica.

28 Lug 2020 Stampa

Il Cammino di San Francesco di Paola, patrono della Calabria e fondatore dell’Ordine dei Minimi, si divide in due percorsi entrambi con destinazione Paola: la via del Giovane e la via dell’Eremita.

Il primo, parte da San Marco Argentano e ripercorre i luoghi della gioventù del Santo, mentre il secondo inizia a Paterno Calabro e ricalca i luoghi in cui Francesco, in età avanzata, fondò i suoi monasteri per dedicarsi alla preghiera.

I due tratti di cammino possono essere percorsi insieme per un totale di 108 km, da San Marco Argentano fino al Santuario di Paterno Calabro, facendo di Paola la tappa intermedia della via. I piccoli comuni interessati dal percorso sono 11 su un totale di 17.

Il cammino inizia con visita alla Chiesa e al Convento della Riforma, dove Francesco, allora dodicenne, trascorse l’anno 1429 per adempiere a un voto che i suoi genitori avevano fatto a San Francesco di Assisi, cui si erano rivolti per ottenere la guarigione del figlio, gravemente malato agli occhi.

Il convento, fondato dal beato Pietro Cathin nel 1284, rappresenta uno dei più antichi luoghi dedicati al culto del Santo di Assisi e al suo interno è ancora visibile la grotta in cui Francesco di Paola era solito pregare. Lasciata la città si supera Cervicati e si prosegue camminando attraverso i boschi di castagni della località Aria del Vento (787 m s.l.m.), da cui si può godere di una vista mozzafiato sulla Valle del Crati, sui Monti di Orsomaro e sul Massiccio del Pollino.

Si continua camminando in quota tra i boschi, sopra l’abitato di Mongrassano, dove si può ammirare il “Patriarca di Kroj Shtikàn”, soprannome del castagno millenario il cui tronco misura 11 metri di circonferenza.

Giunti nell’abitato di Cerzeto, borgo arbëreshë fondato a metà del ‘400 dai profughi che dall’Albania fuggirono in seguito all’espansione dell’Impero Ottomano, il Cammino affronta uno dei tratti più affascinanti dal punto di vista naturalistico:  nei pressi del Passo della Guardia (970 m s.l.m.) si incontra il faggio di San Francesco, sotto il quale il Santo era solito riposare nei suoi viaggi in direzione di Paola, e si attraversano le faggete del Bosco di Cinquemiglia, nel territorio di Fuscaldo.

Dopo il valico di Croce di Paola e Montalto, si scende dalla Catena Costiera e i faggi lasciano il posto ai pini marittimi e alla macchia mediterranea lungo la strada che arriva fino al mare, a Paola. Nel paese si visita il Santuario di San Francesco di Paola, dove sono conservate alcune reliquie del Santo come un dente e alcuni frammenti di ossa.

Nel sentiero che unisce la basilica moderna – eretta nel 2000 – e quella del XVI secolo, si può osservare una bomba inesplosa della seconda guerra mondiale, caduta nel torrente Isca nei pressi del santuario, la cui mancata deflagrazione è considerata un miracolo attribuito a Francesco.

Lasciata Paola si riattraversa la Catena Costiera sul Monte Luta e si raggiunge San Fili, conosciuto come “il paese delle Magare”, streghe dedite alla magia bianca, capaci di curare i malati grazie a incantesimi, unguenti e medicine naturali. Arrivati a Cerisano si continua per Mendicino, paese un tempo conosciuto per l’allevamento dei bachi e la lavorazione della seta, una tradizione che rivive nei locali del Museo Dinamico della Seta. Si attraversa il Fiume Caronte e si giunge al Santuario di Paterno Calabro, costruito da San Francesco nel 1472, tappa finale del cammino.

 


Questo contributo fa parte della rubrica Cammini d’Italia, parte del rapporto Piccoli Comuni e Cammini d’Italia, realizzato da Fondazione Symbola e Fondazione IFEL.
Progetto grafico a cura di Bianco Tangerine.

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