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Alta Via dei Monti Liguri #16

Il cammino 16 è lungo 440 km da percorrere sulle creste dell'Appennino, tra mulattiere e valichi, da un lato all'altro della regione.

28 Lug 2020 - Stampa

Come il Sentiero Liguria, l’Alta Via dei Monti Liguri permette di percorrere l’intera regione, da Ventimiglia a Bolano.

Ma, invece delle spiagge e dei borghi di pescatori, saranno le vette dell’Appennino Ligure, i suoi parchi naturali e i suoi splendidi panorami sulle vallate e sul mare ad accompagnare i viandanti.

Cammino montano, incrocia 65 piccoli comuni su un totale di 81, sconfinando per brevissimi tratti in Piemonte, Toscana ed Emilia-Romagna.

Dalle Alpi Liguri fino a Bolano, al confine con la Toscana, per un totale di 440 km, si cammina tra mulattiere e valichi da cui è possibile scorgere al tempo stesso la Corsica e il Monte Rosa. L’intero percorso si snoda lontano da grandi centri urbani, in una natura incontaminata, tanto che nel 2004 un lupo dotato di radiocollare è stato osservato migrare dall’Appennino toscano fino alle Alpi proprio attraverso i sentieri dell’Alta Via.

Partiti da Ventimiglia, si inizia a salire sulle Alpi Marittime passando per Nervina Rocchetta, tra gli abeti bianchi della foresta di Gouta, fino a Pigna, nell’Alta Val Nervia.

Qui il cammino, passando per il Sentiero degli Alpini, offre uno dei suoi tratti più affascinanti.

Questa prima parte del percorso, fino a Cosio d’Arroscia, attraversa il Parco Regionale delle Alpi Liguri, dove l’incontro di più microclimi è all’origine di un’incredibile biodiversità.

In località Valdinferno, fino al 2009, ha vissuto un solo abitante: Armando Sereno, reduce dalla campagna di Russia, che aveva fatto voto alla Madonna di non lasciare mai il suo paese se fosse tornato vivo.

Nella provincia di Savona si scende verso le colline, passando per Castelvecchio di Rocca Barbena (tra i “borghi più belli d’Italia”, è dominato da un castello dell’XI secolo).

Superato Altare, borgo noto per la produzione di vetri pregiati sin dal Medioevo, si attraversano i boschi di conifere del Parco Regionale del Beigua, fino a raggiungere Masone, dove si fa tappa alla Cascata del Serpente.

Il cammino prosegue per il Sacrario dei Martiri del Turchino, a nord di Genova, teatro di un eccidio perpetrato dai tedeschi, in cui persero la vita 59 civili.

Scendendo di quota, l’Alta Via continua per il Passo della Scoffera, prima di arrivare a Lorsica, paese conosciuto per la produzione artigianale di sete damascate sin dal ‘500. Altro Parco Regionale che si incontra è quello dell’Aveto, tra i comuni di Rezzoaglio, Borzonasca e Santo Stefano d’Aveto. Oltre alle bellezze naturali, come le faggete del Monte Penna e i laghi di origine glaciale delle Asperelle e delle Lame, il parco ha ristrutturato le antiche miniere della Val Graveglia, oggi visitabili.

L’ultimo tratto, prima della tappa finale a Bolano, entra in Val di Vara, attraversando Rocchetta di Vara e il borgo di Suvero, sede dell’antichissimo carnevale “dei belli e dei brutti”, in cui la metà dei partecipanti – quella che simboleggia il bene – veste con abiti colorati e nastrini, mentre l’altra metà tinge il viso di nero indossando corna e pelli di capra.

 


Questo contributo fa parte della rubrica Cammini d’Italia, parte del rapporto Piccoli Comuni e Cammini d’Italia, realizzato da Fondazione Symbola e Fondazione IFEL.
Progetto grafico a cura di Bianco Tangerine.

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