REALACCI: DAL 1 GENNAIO 2019 L'ITALIA E' IL PRIMO PAESE AL MONDO AD ELIMINARE I BASTONCINI IGIENICI NON-BIODEGRADABILI

Data : 21 dicembre 2018

 

REALACCI: DAL 1 GENNAIO 2019 L'ITALIA E' IL PRIMO PAESE AL MONDO AD ELIMINARE I BASTONCINI IGIENICI NON-BIODEGRADABILI.
DAL PRIMO GENNAIO 2020 SAREMO I PRIMI A ELIMINARE LE MICROPLASTICHE NEI COSMETICI. DUE ATTI CONCRETI CONTRO MARINE LITTER E PER UNA NUOVA ECONOMIA

"Inizia bene il 2019 per l'impegno ambientale dell'Italia contro il marine litter. Grazie ad un mio emendamento inserito nella legge di bilancio per il 2018 e approvato all'unanimità l'Italia sarà il primo paese al mondo a vietare dal 1° gennaio 2018 i bastonicini igienici non biodegradabili". Ha dichiarato Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola e presidente onorario di Legambiente.
"Dal 1° gennaio 2020 saremo invece i primi a vietare le microplastiche nei cosmetici". "Un risultato che è stato possibile anche grazie alla crescente sensibilità dei cittadini e all'azione delle associazioni ambientaliste, a cominciare da Marevivo e Legambiente.
I cosidetti "cotton-fioc" rappresentano, secondo i dati raccolti presentati da Legambiente nel 2018 ad ogni passo sulla spiaggia ci sono almeno 4 rifiuti e nell'80% dei casi si tratta di plastica e ad aggravare la situazione si aggiungono le micro-plastiche uno dei problemi più micidiali del marine litter. Il direttore dell'UNEP ha a suo tempo saluto il provvedimento come "Fantastiche notizie dall’Italia. Il Paese bandirà i cotton fioc non biodegradabili dal 2019! Il messaggio è chiaro: se non sono assolutamente essenziali, smetti di produrli!".
Si tratta di scelte concrete e importanti per l'ambiente ma anche di occasioni per costruire un'economia più forte e competitiva proprio perché più a misura d'uomo.
L'Italia è già oggi leader mondiale nella cosmetica e nel nostro Paese si produce il 55% del make-up del mondo. "Sono certo - conclude Realacci - che le nostre imprese, come è accaduto in altri settori, usciranno rafforzate dalla piena assunzione della frontiera ambientale". Anche perché l'Italia ha su queste frontiere alcune delle imprese più avanzate del mondo, ma anche alcuni dei politici più arretrati d'Europa".

 

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