Newsletter Segni Vitali

Spesso nel passato la forza e la vitalità dell'economia italiana è stata sottovalutata. In tempi recenti sono stati presentati come elementi di arretratezza quelli che potevano essere punti di forza. Basti penare ai giudizi liquidatori più volte espressi anche in autorevoli sedi internazionali sul ruolo della Piccola e Media impresa, sulla presenza in settori produttivi maturi e più in generale sul peso del settore manifatturiero. Le Fondazioni Symbola e Edison hanno da tempo avviato, attraverso il "Rapporto ITALIA", un lavoro comune per leggere con più attenzione e simpatia i fondamentali economici del nostro Paese. Siamo convinti che molto c'è da cambiare, basti pensare al peso della burocrazia, all'illegalità, alle carenze di alcune infrastrutture, all'investimento sulla ricerca e innovazione, alla diseguale distribuzione della ricchezza. Ma,proprio nella crisi, riteniamo che sia necessario partire da quei segni vitali che, anche in tempo di crisi, ci giungono dai settori produttivi e dai territori. Quello di un'economia che punta su qualità e innovazione, sulla coesione sociale e sulla comunità, sulla green-economy, sulla capacità antica di produrre "all'ombra dei campanili cose che piacciono al mondo". Senza pretesa di fornire ricette esaustive ma con la volontà di leggere la realtà del nostro Paese. Questa newsletter bimestrale cerca di dare voce ad un'Italia in cui sono già presenti le radici del futuro. iniziamo con il settore cartario, tra i più capaci in questi anni di accettare e vincere la sfida della qualità. Nella difficile crisi che stiamo vivendo facciamo nostre le parole sull'Inferno del Marco Polo di Calvino che chiudono le Città Invisibili: "L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.”

Ermete Realacci
Marco Fortis