La Comunità Montana comprende due importanti Parchi Regionali: del Monte Subasio e di Colfiorito, ed ha sede nel Comune di Valtopina. Quest’ultimo è un piccolo centro di 1400 abitanti , che ha costruito attraverso il tartufo un proprio progetto di sviluppo ed una propria identità, non avendo altre opportunità di carattere storico e culturale come altri centri.
L’Associazione si è costituita ad Alba nel 1990 per superare le “contrapposizioni di campanile” tra le varie città ed oggi si è estesa in tutte le realtà italiane del tartufo, 37 associate in undici Regioni, tra le quali anche la Campania. Quasi tutto il territorio nazionale, infatti, ha la fortuna di produrre questo pregiato ed esclusivo tubero che nelle varie specie ci consente di disporre di un prodotto fresco e naturale per circa dieci mesi l’anno.Pertanto occorre tutelarlo e valorizzarlo poiché attraverso il tartufo si salvaguarda e si promuove l’intero territorio di produzione.A questo fine è indispensabile disporre anche di una legislazione adeguata, capace di impedire la diffusione sul mercato di specie in grado di imitare il vero prodotto.
Infatti, il tartufo bianco si trova solo in Italia ed in limitate zone della Slovenia, ed anche lo stesso tartufo nero pregiato, oltre che in Italia, viene prodotto in Francia ed in Spagna, soprattutto attraverso la tartuficoltura. In questi anni le Regioni italiane hanno emanato leggi attraverso le quali intendono tutelare e promuovere questa risorsa attraverso la certificazione di qualità.Anche perché l’Associazione si propone di valorizzare il tartufo legato al territorio.
A tal fine la figura del cavatore assume una funzione centrale. Nelle varie occasioni partecipative e nelle audizioni avute con le Commissioni Agricoltura del Parlamento per la revisione della legge quadro n.752/85, abbiamo espresso la necessità di rivalutarla, riconoscendone il ruolo anche come operatore ambientale e dandogli la possibilità di fare emergere l’attività dall’attuale situazione di sommerso attraverso un abbattimento o un bonus fiscale.
Questa posizione non ha trovato l’accordo del mondo del commercio che ha sostenuto di poter essere il solo soggetto che può garantire, attraverso l’autocertificazione, la provenienza del prodotto. Attualmente la proposta di revisione della legge n.752/85, approvata dalla Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati e modificata rispetto alla proposta approvata in pari Commissione al Senato, è ferma in Parlamento.
Per superare questo problema occorrerà rivedere l’impianto della legge. L’Associazione è disponibile a dare il proprio contributo al fine di tutelare gli interessi generali. Una legislazione adeguata alle esigenze di tutti i soggetti che intervengono nella filiera, è indispensabile per conseguire quegli obiettivi di promozione del territorio che attraverso il tartufo, alcune città italiane hanno raggiunto.
La consapevolezza che il tartufo può rappresentare un volano per l’economia di italiani ha indotto l’Associazione ad affidare ad una agenzia specializzata l’incarico per la realizzazione di un progetto di marketing territoriale. Ciò emerge dal complessivo panorama del turismo internazionale e dalla necessità di compiere un salto di qualità.
In questa congiuntura siamo di fronte ad alcuni fattori :insicurezza fisica ed economica a causa della crisi internazionale e della eccessiva instabilità finanziaria e una concorrenza sempre più agguerrita ed indifferenziata.
Questo comporta una scelta improrogabile di elevare l’immagine complessiva della città del tartufo e gli standard di riferimento degli operatori dei nostri territori.
Il tartufo, che rappresenta anche un importante rivelatore della qualità dell’ambiente, deve divenire il testimonial di eccellenza di tutta l’offerta dei nostri territori: prodotti tipici, gastronomia, beni culturali, turismo. Ciò significa lavorare in modo sistematico per trasmettere la cultura del tartufo come sinonimo della bellezza, dei benessere, del buon vivere.
Tenendo conto di una sempre maggiore instabilità dei flussi turistici, si dovrà quindi operare anche su tipologie e livelli di target vicini geograficamente, che richiedono viaggi brevi sia temporalmente che spazialmente. Per questo dobbiamo attirare l’attenzione dei media sull’idea della cultura del tartufo come manifestazione del miglior Made In Italy. Il tartufo, quindi, risorsa unica italiana, può dare un contributo importante allo sviluppo turistico integrato dei nostri territori attraverso la realizzazione di itinerari e strade, concorrendo alla affermazione di un progetto nazionale di sviluppo capace di affrontare le nuove sfide mondiali.
In questi mesi anche l’Anci si è attivato per coordinare e presentare in occasione di eventi nazionali ed internazionali l’attività delle varie Associazioni per ottimizzare l’utilizzo delle scarse risorse finanziarie degli Enti Locali disponibili nella promozione turistica del territorio.
L’Associazione, inoltre, partecipa da 2 anni al salone del lusso di Verona, vetrina nazionale dei prodotti eccellenza, proponendo il tartufo insieme ai prodotti enogastronomici tipici delle Regioni italiane.
Valorizzare i prodotti locali
di Giancarlo Picchiarelli Presidente Associazione nazionale città del tartufo
Data : 23 - 24 luglio 2004
Fonte : Convegno La scommessa della qualità italiana Ravello Festival 2004