Sistemi nazionali dell’innovazione: modelli empirici per far crescere le imprese

Riccardo Galli, Comitato Scientifico Symbola

Data : 23 febbraio 2011 - 30 novembre -1

Per portare a termine con successo un’innovazione tecnologica è necessario il concorso di numerose tipologie di organizzazioni tra loro legate da diversi tipi di relazioni e transazioni. Al centro del processo sono le imprese: è qui che le conoscenze generate con le attività di ricerca e sviluppo (R&S) vengono tradotte in beni e servizi, creando valore attraverso la produzione e la commercializzazione di prodotti richiesti dal mercato. Altre istituzioni sono tuttavia necessarie in un sistema evoluto e ben funzionante: innanzitutto le università e gli enti pubblici di ricerca (EPR), che forniscono l’educazione superiore e generano le conoscenze alla base del progresso scientifico. Ma sono indispensabili anche strutture con ruoli infrastrutturali e di servizio: enti di normazione e certificazione, uffici brevetti, servizi tecnici, ingegneristici, informatici, statistici, di documentazione, centri di test, prove, misura, centri di trasferimento tecnologico, incubatori e parchi scientifici; e ancora: strutture di sostegno finanziario, fondi di seed e venture capital specializzati nel finanziamento di start up e spin off; istituzioni per la diffusione della cultura scientifica, che giocano un ruolo importante per favorire nel pubblico una cultura aperta all’innovazione; centri di elaborazione della politica scientifica e dell’innovazione. A un livello più ampio ancora giocano un ruolo importante i meccanismi istituzionali che definiscono le politiche nel campo della ricerca e dell’innovazione e allocano le risorse pubbliche per obiettivo e per ente esecutore. Ma conta anche la proattività più o meno vivace nei riguardi dei processi innovativi espressa dalle associazioni imprenditoriali e dagli enti locali di ogni singolo territorio.

Tutte queste organizzazioni non operano isolate, ma scambiano fra loro conoscenze, personale, prodotti e servizi, risorse finanziarie, e sono immerse in un tessuto di relazioni di interdipendenza e di transazioni, regolato da specifiche “regole del gioco”: norme, procedure, o anche regole informali.

La formulazione di efficaci linee di politica dell’innovazione – siano esse nazionali, regionali/locali o settoriali – richiede a monte una visione sistemica delle reti di istituzioni pubbliche e private coinvolte in vario modo nelle attività di R&S e nei processi di innovazione e una rappresentazione completa della loro struttura, delle tipologie, delle funzioni e dei legami intercorrenti. A tal fine l’approccio prevalente a livello internazionale è quello dei cosiddetti sistemi nazionali della ricerca e dell'innovazione (SNI), i quali rappresentano il riferimento concettuale entro cui vanno poste le istituzioni che si occupano di generazione, applicazione e diffusione delle conoscenze scientifiche e tecnologiche nell'ambito di ogni paese.

La necessità di considerare il sistema complessivo è dovuta al fatto che non vi è una correlazione diretta tra input (volume di R&S) e output (innovazioni introdotte sul mercato): l’efficacia del processo di trasformazione delle conoscenze in innovazione concrete dipende dalla struttura del sistema, cioè dalla completezza delle istituzioni necessarie al suo buon funzionamento e dall’intensità e correttezza dei legami intercorrenti.

Il concetto di research system fu introdotto dal Directorate for Science, Technology and Industry (DSTI dell’OCSE) nella seconda metà degli anni Sessanta come riferimento per l’effettuazione dei review della politica della ricerca condotti dall’OCSE sui vari paesi membri dell’organizzazione. Esso fu poi allargato a quello di innovation system per tener conto della maggiore complessità del sistema dell'innovazione, di cui quello della ricerca è solo una componente. Questi review offrono una valutazione complessiva della politica dell’innovazione dei paesi esaminati. L’approccio è stato successivamente adottato anche dall’UNCTAD (United Nations Conference on Trade and Development) per analoghe valutazioni della politica scientifica, tecnologica e dell’innovazione nei paesi emergenti.
 

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