Predire il territorio

di Mario Trombetta Presidente città dell'Olio

Data : 23 - 24 luglio 2004
Fonte : Convegno La scommessa della qualità italiana Ravello Festival 2004

L’Associazione Città dell’Olio è costituita da 280 enti pubblici: comuni, camere di commercio, province e comunità montane sparse per tutta l’Italia e ovviamente maggiormente concentrate laddove le regioni olivicole sono più importanti.
È importante identificare che cosa è l’associazione.
Gli amministratori spesso chiedono che cosa si fa nelle Città dell’Olio e quali sono i vantaggi. Non è sufficiente aderire a queste reti e a queste realtà per far cambiare la vita alle amministrazioni. Gli amministratori pubblici non possono intervenire direttamente nel discorso economico, ma sicuramente possono esserne attori e protagonisti. Perché determinano il paesaggio, per quanto riguarda l’olio e l’olivo.
Per esempio in Puglia c’è un danneggiamento del territorio e del paesaggio a causa dei furti di alberi monumentali. Questo tipo di danno determina sicuramente dei cambiamenti e va a influire negativamente anche sull’economia. Danneggia i produttori che con entusiasmo e con sforzi immani, vogliono fare qualità, ma che devono affrontare a volte anche la negligenza di amministratori locali. Il compito importante e fondamentale degli amministratori deve essere, quindi, quello di difendere e di presidiare il territorio olivicolo. Per questo motivo tra la filiera della competitività del prezzo e la filiera del premio del prezzo, scegliamo la seconda possibilità. La filiera del premio del prezzo è ciò che determina quella peculiarità e quella tipicità che devono essere salvaguardate e che determinano anche il valore aggiunto.
L’esperienza delle Città del Vino è per noi un esempio, perché sono partiti prima e hanno già incontrato i problemi che stiamo avendo adesso.
L’amministrazione di Carpino ha iniziato ad impegnarsi nel 1998, quando si produceva essenzialmente olio per la grande distribuzione. Oggi ci sono oltre 15 realtà aziendali con una produzione di 20 mila quintali di extravergine. Come amministratore ho il compito e il dovere di salvaguardare il paesaggio e fare in modo che quella realtà sia substrato fertile.
È necessario tenere in piedi il tessuto sociale, ridare valore non solo economico a queste attività, ricostituire l’orgoglio del territorio. Se perdiamo il territorio e le sue specificità non perdiamo solo un pezzo del passato, ma anche un pezzo del futuro.
 

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