L’approccio al sostegno pubblico per la ricerca industriale va radicalmente ripensato

Riccardo Galli - Comitato scientifico Symbola

Data : 23 febbraio 2011 - 30 novembre -1

Alle ore 9,00 del 6 maggio 2009 ben 18.000 imprese italiane avevano un funzionario con il dito sulla tastiera del PC pronto a cliccare per trasmettere al Ministero dell’Economia 29.000 richieste di credito d’imposta per le spese di ricerca e sviluppo (R&S) sostenute in base alla Legge Finanziaria 2006 . La prima applicazione del provvedimento nel 2008 rappresentò un apparente successo strepitoso, che fece emergere uno scatto di interesse per la R&S nelle imprese: secondo l’ISTAT gli addetti (ETP=equivalenti a tempo pieno) sono cresciuti del 17% passando da 80.081 nel 2006 a 93.760 nel 2007. Questi dati hanno suscitato qualche perplessità e hanno trascinato con sé una lunga sequenza di questioni nella seconda applicazione del 2009, quando migliaia di imprese sono rimaste escluse per esaurimento delle risorse, non essendo riuscite a cliccare nei primissimi 35 secondi dall’apertura del collegamento del click day. Il caos seguito suggerisce l’opportunità di ripercorrere le motivazioni dell’opportunità dei meccanismi automatici rispetto a quelli erogatori e considerare le modalità più opportune di attuarli, evitando le conseguenze negative causate da una malaccorta legiferazione.

La necessità e l’urgenza di rafforzare la capacità tecnologica del sistema industriale italiano e di stimolare la collaborazione tra imprese e sistema pubblico della ricerca sono universalmente riconosciute e non richiedono ulteriori analisi e valutazioni. In questa sede intendiamo affrontare soltanto un aspetto centrale, ma specifico, di un tema complesso come quello della ricerca industriale: un malato che attende interventi urgenti ma consapevoli ed efficaci. Il problema da risolvere riguarda i meccanismi di intervento pubblico da utilizzare per sostenere la R&S, che debbono essere caratterizzati da rapidità, semplicità, trasparenza, continuità e certezza, qualità assenti dai diversi provvedimenti adottati via via nel tempo.

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