Creative in Puglia di Symbola e Distretto Produttivo Puglia Creativa

Data : 11 novembre 2015

 

La Regione Puglia ha creduto nelle possibilità di sviluppo del territorio legate alle industrie culturali e creative. Prova ne è il riconoscimento nel novembre 2012 del Distretto Produttivo Puglia Creativa, primo e finora unico caso in Italia di distretto produttivo dedicato al settore e l’aver proposto in qualità di Lead Partner il progetto strategico I.C.E. Innovation, Culture and Creativity for a new Economy.
Perché questa scelta?

Stiamo assistendo negli ultimi anni ad una profonda evoluzione nell’ecosistema dello sviluppo: da un’economia industriale siamo passati ad una fondata sui servizi. In questo contesto, fluido e mutevole, l’economia della cultura e della creatività si è spesso dimostrata uno degli strumenti più adatti a riconvertire i territori e le loro vocazioni produttive, allineandole al ritmo dei flussi internazionali che oggi costituiscono, ci piaccia o meno, il paradigma di riferimento per la creazione del valore e la ridistribuzione del benessere.

Con una “marcia in più”, si potrebbe dire: perché, valorizzando e dando possibilità di espressione a quello che i territori già di per sé esprimono attraverso le proprie identità culturali (e di cui, anche per effetto della recente crisi, si stanno giocoforza tornando ad appropriare), si torna a lavorare su ciò che siamo, un asset vero e radicato, di gran lunga più longevo di qualunque utopia industriale “pesante” abbiamo perseguito, spesso importandola, nel secolo scorso. Investire su cultura e creatività, che nel nostro territorio equivale a dire anche “turismo”, non è quindi una moda: è una precisa scelta di politica economica peraltro, in qualche misura, obbligata dai tempi che viviamo.

A livello nazionale una definizione operativa (cioè mirata al disegno di concreti strumenti di incentivo) del comparto è all’ordine del giorno –pur essendo sostanzialmente agli albori. Tra le Regioni la situazione è diversa e diversificata. Nell’ambito dell’autonomia di ciascuna, alcune hanno messo a punto ed implementato da tempo politiche specifiche per il sistema delle Imprese Culturali e Creative, e il periodo d’avvio della nuova programmazione è occasione per consolidare ed ampliare un tema noto; per altre l’espressione entra per la prima volta in questo periodo nel vocabolario dei documenti ufficiali.

Nel caso della Puglia, le politiche dello scorso ciclo hanno già avviato un’azione di stimolo del sistema culturale e creativo; ed esso ha già iniziato a posizionarsi tra i segmenti importanti dell’economia ma soprattutto della società, mostrando la capacità di “riattivare” entrambi (e ricordiamolo: alcune nostre pratiche sono state riconosciute a livello europeo come modelli da studiare). Si tratta adesso di continuare a rafforzare le imprese e il non profit che vi lavorano, integrare i percorsi già iniziati e aprirne di nuovi, capaci di innervare sul serio l’economia e le società del territorio e consentire un salto di qualità che ancora stenta a diventare la norma. La fotografia che ci restituisce la ricerca della Fondazione Symbola, commissionata dalla Regione attraverso il Distretto, ci mostra proprio questo: siamo ancora alle spalle delle Regioni che investono di più, ma innanzi a molte altre che non hanno ancora avviato il percorso con la stessa decisione.

In conclusione, i presupposti per consolidare e sviluppare il sistema ci sono tutti. La congiuntura favorevole data dall’avvio della programmazione regionale e, in simultanea, di quella nazionale - (penso qui in primis al PON Cultura, che proprio alle Imprese Culturali e Creative si rivolge e con il quale la Regione cercherà una strettissima collaborazione; ma non dimentico ovviamente i programmi di cooperazione territoriale europea MED, Adrion, Italia-Albania-Montenegro, Grecia-Italia, per citarne alcuni, che includono tutti il settore delle imprese culturali e creative tra le priorità d’intervento) - ci pone di fronte alla sfida, urgentissima, di allineare le analisi, le esigenze che emergono dagli operatori e le strategie agli strumenti operativi, imparando come meglio focalizzare le politiche sulle vere priorità del settore e le specificità dei territori. Ciascuno nel proprio ruolo: quello dell’Amministrazione consiste nell’incoraggiare e sostenere un processo che parte dal basso e che si rivolge, con consapevolezza dei propri mezzi e delle proprie aspettative, alle istituzioni, chiedendo misure realistiche che consentano di realizzarle. A far parlare i due sistemi la L.R. 23/2007 che riconosce e promuove i distretti produttivi: l’insieme delle ricerche e del piano di azione che il Distretto Puglia Creativa qui propone sembra mostrare che esso abbia preso sul serio il proprio ruolo.

LOREDANA CAPONE
Assessore Sviluppo Economico - Competitività, Attività economiche e consumatori, Energia, Reti e infrastrutture materiali per lo sviluppo, Ricerca industriale e Innovazione 

 

Il progetto strategico I.C.E. Innovation, Culture and Creativity for a new Economy, finanziato dal programma di cooperazione territoriale europea Greece- Italy 2007-2013, di cui l’Assessorato al Turismo della Regione Puglia è Lead Partner, nasce con l’obiettivo di rafforzare il sistema della cultura e della creatività pugliese, sperimentando talune opzioni di intervento e sviluppo nonché proponendo un percorso di analisi del sistema e di pianificazione dal basso delle future politiche regionali al fine di focalizzare le risorse pubbliche sulle vere priorità del settore e le specificità dei territori.

A tal fine la Regione Puglia ha affidato al Distretto Produttivo Puglia Creativa, con il supporto della Fondazione Symbola, il compito di raccogliere ed analizzare i numeri del sistema produttivo culturale e creativo in Puglia al fine di mettere in luce debolezze e punti di forza, di restituire il posizionamento della Puglia rispetto al panorama italiano ma anche di evidenziare le specifiche peculiarità, le interconnessioni con la filiera turistica e l’individuazione di specializzazioni territoriali.

Obiettivo ultimo di questa attività è la generazione di una serie di raccomandazioni -elaborate con il prezioso supporto dell’esperto OCSE Luca Lo Basso - che il progetto I.C.E. rivolge ai policy maker al fine di sollecitarli alla elaborazione di politiche di sostegno e sviluppo delle industrie creative.

Più precisamente le raccomandazioni nascono da una sintesi tra le analisi numeriche, i fabbisogni emersi nel corso delle attività di animazione territoriale svolte dal Distretto nell’ambito del progetto ICE, l’individuazione delle priorità di intervento e le possibilità di azione delle diverse aree di programmazione regionale: sviluppo economico, politiche culturali, turismo e beni culturali, formazione, innovazione tecnologica, secondo una visione condivisa del tessuto socio – economico legato alla cultura e alla creatività pugliese.

Il progetto ICE consegna a policy maker e alla comunità dei creativi pugliesi questo importante strumento di lavoro, con la certezza di aver contribuito alla definizione di una visione comune di consolidamento e sviluppo delle imprese culturali e creative pugliesi.

ANTONIETTA RICCIO
Dirigente Ufficio Turismo  Project Manager Progetto I.C.E.

 

Il dibattito internazionale degli ultimi decenni ha promosso un ruolo centrale della cultura nelle economie territoriali dei Paesi ad economia avanzata. Ciò deriva da una riconsiderazione del settore culturale, non più visto come uno strumento a difesa del patrimonio storico-artistico sedimentato nei millenni di storia umana, ma un mezzo per stimolare ricchezza e qualità produttiva, soprattutto in virtù dei legami che insistono tra cultura e creatività, tra conoscenza e produzione. Al fine di promuovere questo nuovo modo di vedere la cultura, Fondazione Symbola e Unioncamere sono da anni impegnati nello studio e nella quantificazione della componente privata e profit della filiera, al fine di valutare il ruolo che la cultura e la creatività svolge nei territori. E’ da quest’attenzione che nasce il report Creative in Puglia volto a quantificare ed analizzare il sistema produttivo culturale e creativo pugliese, cercando di offrire una visione ampia e allo stesso tempo dettagliata delle eccellenze culturali presenti sul territorio regionale. Tutto ciò a partire da una perimetrazione settoriale che contempla, oltre le attività di conservazione del patrimonio storico artistico e le attività artistiche non riproducibili (performing arts) e riproducibili (industrie culturali), una serie di tipologie produttive a forte connotazione creativa (cinema, radio, tv, musica, et.). Tutte queste attività, peraltro, mostrano evidenti sinergie con una serie di attività a carattere creativo non propriamente culturali ma che, tuttavia, svolgono l’importante funzione di assorbire e ridefinire l’identità culturale dell’Italia nel Mondo. L’aggiunta di queste attività, essenzialmente riconducibili al made in Italy, permette di definire e perimetrare il Sistema Produttivo Culturale, ovvero quell’insieme di attività che in Puglia, nel 2014, ha generato 2,4 miliardi di euro di valore aggiunto (il 4% del valore aggiunto dell’economia regionale), impiegando 55mila addetti, grazie agli sforzi e alle attività di oltre 22mila e 800 imprese, di cui oltre 16mila attive nel cuore delle attività culturali.

Un territorio, quello pugliese, fortemente eterogeneo, che contempla tassi di diffusione delle imprese culturali che oscillano tra 37% di Bari ed l’8% di Brindisi. Tale concentrazione, si riflette anche in termini di valore aggiunto e occupazione: Bari eccelle in entrambi i casi, con una quota di ricchezza prodotta dal Sistema Produttivo Culturale che incide per circa il 43% sul risultato regionale.

Ma il grande legame che lega la cultura dei territori pugliesi con la possibilità di sviluppare un’economia prospera e sana è dato dal turismo. La cultura è infatti il miglior strumento per attrarre una forma di turismo diversa da quella esclusivamente balneare. La Puglia contribuisce quasi per il 4% alla determinazione della spesa turistica attivata dall’industria culturale in Italia, con un valore assoluto di quasi 1.091 milioni di euro. Il 36,8% di tale valore è attivata dalla provincia di Lecce, il 21,2% dalla Provincia di Bari e il restante 42% dalle altre quattro province pugliesi.

DOMENICO STURABOTTI
Direttore Fondazione Symbola

VINCENZO BELLINI
Presidente Distretto Produttivo Puglia Creativa

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