100 italian stories for future building

Data : 17 gennaio 2019

  

“Queste cose si devono realizzare tenendo conto della solidità, dell’utilità, della bellezza.”
Marco Vitruvio Pollione

Solidità, utilità, bellezza: già nel I sec. a.C. Vitruvio Pollione identificava, in questi tre punti, i caratteri indispensabili per la realizzazione di un edificio a regola d’arte. Dopo più di 2000 anni queste indicazioni risultano ancora estremamente attuali: basti pensare alla fragilità, alla mancanza di funzionalità e alla disarmonia di molti edifici moderni. Tanto più in un momento come quello attuale, di profondi mutamenti per il settore edilizio che, duramente colpito dalla crisi, ha perso circa 600 mila posti di lavoro dal 2008 . A questi criteri oggi si aggiungono la dimensione ambientale e quella sociale. L’edilizia del futuro non potrà prescindere da queste esigenze e già ora si sta muovendo per rispondere in modo adeguato. Fassa Bortolo – uno dei leader italiani dell’edilizia, che combinando tradizione e innovazione assicura uno sviluppo continuo e fa dell’etica imprenditoriale e del rispetto per l’ambiente valori aziendali imprescindibili – e Symbola Fondazione per le qualità italiane – impegnata sui temi della green economy, della cultura, dell’innovazione, della coesione sociale e del rapporto virtuoso tra aziende e territori – intendono dare voce a questo mondo attraverso il racconto di 100 realtà della filiera edilizia che, mediante l’innovazione, sfidano il futuro.
In Italia il settore delle costruzioni ha attraversato una crisi drammatica, attutita negli ultimi anni da incentivi fiscali quali il credito d’imposta sulle ristrutturazioni e l’Ecobonus, cui si sono aggiunti il Sismabonus e il “Bonus Verde”, che costituiscono sostegni utili sia per contrastare la crisi che per favorire nuovi orientamenti e nuove priorità, generando un’azione positiva per la qualità del costruito. In particolare il Sismabonus rappresenta una risposta concreta al problema della messa in sicurezza antisismica degli edifici, finora mai adeguatamente affrontato. Basti pensare che oltre il 60% degli edifici scolastici è stato costruito prima dell’entrata in vigore delle nuove norme antisismiche negli anni ’70 : un dato che rende evidente l’urgenza di intervenire – in particolare per i centri storici e per l’edilizia di scarsa qualità del dopoguerra – attraverso la messa in sicurezza. Dal 2018 il cosiddetto “Bonus Verde” consente inoltre di accedere al credito d’imposta per rendere più verde la propria abitazione. Un incentivo per migliorare i centri urbani, rendere più pulita l’aria che vi si respira e meno caro il riscaldamento e il raffreddamento degli edifici, producendo un risparmio energetico che può arrivare fino al 30-40%. 
Nel 2017 gli incentivi per le ristrutturazioni hanno prodotto più di 28 miliardi di investimenti attivando oltre 418 mila posti di lavoro tra diretti e indotto, qualificando il sistema imprenditoriale del settore, riducendo i consumi energetici, l’inquinamento e le bollette delle famiglie. Dal 1998 al 2017 le misure di incentivazione fiscale hanno attivato investimenti per 264 miliardi di euro . Sono numeri che danno fiducia al settore e ci restituiscono l’importanza della riqualificazione. 
Nel nostro Paese il patrimonio immobiliare vale quasi il quadruplo del Pil ma il suo deterioramento, dovuto al tempo e alla scarsa manutenzione, ne causa inevitabilmente la svalutazione. Circa l’80% delle abitazioni è stato costruito prima del 1990: si tratta di quasi 10 milioni di immobili . Occorre dare spazio a una nuova edilizia capace, attraverso nuove tecnologie e competenze, di sostenere il recupero degli immobili, l’efficienza energetica, la sicurezza antisismica, la qualità urbana. Stanno emergendo nuovi fattori propulsivi, legati a nuovi modelli di progettazione architettonica, a nuovi materiali, all’energy technology, alla gestione e alla riqualificazione del patrimonio esistente, alla demolizione e ricostruzione, alle innovazioni di prodotto. Ce lo dicono i dati sugli investimenti in fonti energetiche rinnovabili, i dati sul mercato della riqualificazione, i nuovi mercati che integrano costruzioni-impianti e servizi nonché l’Unione Europea. Il risparmio energetico è infatti un obiettivo strategico per l’UE. Nel 2016 il consumo energetico del settore residenziale è stato di 32,2 Mtep, il 27,8% degli impieghi totali di energia, per il 70% dovuto a riscaldamento e raffrescamento . Migliorare materiali e prestazioni risulta indispensabile per ottimizzare gli interventi, così come agire sulla formazione degli operatori sui temi del green building. Le imprese lo hanno capito: tra 2014 e 2017 le aziende del settore costruzioni che hanno investito in prodotti e tecnologie green sono state oltre 34.000, il 20,8% del totale delle imprese . Entro il 2050, le emissioni di CO2 nell’edilizia dovranno essere ridotte dell’80% (Energy Roadmap 2050), dal 2019 i nuovi edifici pubblici e dal 2021 tutte le altre nuove costruzioni dovranno essere ad energia quasi zero (nearly Zero Energy Building – nZEB). In futuro, infatti, più che consumare energia, i nostri edifici la produrranno, rendendosi attivi e autosufficienti. Puntare sulla riqualificazione in chiave green e sull’efficientamento energetico significa premiare aziende che in questi anni hanno investito in qualità e innovazione, dando un impulso nuovo all’economia e migliorando la salute delle nostre città. 
La riqualificazione è una risorsa che, se ben utilizzata, potrebbe costituire un motore di ripresa per l’intera economia. Nel 2017 gli investimenti in manutenzione straordinaria sono stati pari a 87,6 miliardi di euro, a fronte dei 41,4 miliardi spesi per nuove costruzioni. Su un valore totale della produzione nelle costruzioni di 167,1 miliardi di euro, 124 sono dovuti al recupero edilizio (manutenzione ordinaria e straordinaria) . Come evidenzia il rapporto “Una nuova edilizia contro la crisi”, realizzato nel 2017 da Fondazione Symbola in collaborazione con il Cresme, in media le abitazioni ristrutturate hanno un valore superiore del 29% rispetto a quelle non ristrutturate e un prezzo superiore anche rispetto alle abitazioni di nuova costruzione. Ciò vuol dire che, a fronte di un investimento medio di 14.500 euro, il valore di un’abitazione ristrutturata aumenta di quattro volte ovvero di 65.750 euro. Indicativamente, se tutte le abitazioni offerte fossero riqualificate, il valore del patrimonio edilizio residenziale in offerta sul mercato sarebbe rivalutato di 20 miliardi di euro. 
I temi legati alla gestione diventano centrali in questo nuovo scenario: rispondenza ai bisogni, messa in sicurezza, sostenibilità, contenimento dei costi lungo tutto il ciclo di vita dell’edificio, diminuzione dell’impatto della filiera. L’eccezionale processo di innovazione tecnologica, l’information technology, l’introduzione del BIM (Building Information Modeling) nella progettazione, l’elettronica applicata alle costruzioni disegnano un mercato sempre più innovative driven. Ed è solo l’inizio. Il futuro sarà fatto di più rapidità, più intelligenza, più interconnessione. Un futuro di innovazione e bellezza che è già presente in Italia e che, senza alcuna pretesa di esaustività, raccontiamo in questo volume. 
Si tratta di una parte del sistema Italia, composta da imprese grandi e piccole, centri di ricerca e agenzie, che già lavora per costruire, nel vero senso della parola, gli edifici di domani. Si parte dalla progettazione, dove architetti e ingegneri disegnano spazi e luoghi del vivere sempre più confortevoli ed ecosostenibili, mentre le nuove tecnologie sostengono la ricerca di efficienza e risparmio, supportano la sicurezza, facilitano l’interazione con l’edificio. Si passa per i materiali e i componenti, tema sul quale aziende e università investono per creare prodotti performanti, in grado di rispondere alle esigenze di benessere dell’uomo e dell’ambiente ma anche di durata, resistenza ed efficacia antisismica. Si arriva infine, attraverso esperienze molto variegate, all’edificio completo, con le finiture, gli impianti, i serramenti, la domotica. In questo contesto il verde, da valore estetico, diventa anche parte integrante della costruzione e alleato per il risparmio energetico. Senza dimenticare che la costruzione o la ristrutturazione non esauriscono l’attenzione dovuta all’edificio, ma è da lì che partono processi di miglioramento che possono portare, ad esempio, a nuove forme di certificazione dell’immobile. 
Queste 100 esperienze ci raccontano oggi l’edilizia del futuro: un viaggio attraverso una filiera composita che spesso dalla tradizione trae spunto per innovare, incrociando i saperi delle maestranze con l’industria 4.0. Tale capacità, tutta italiana, mette in campo competenze, formazione, energie, tecnologie per contribuire alla competitività del Paese e ci racconta di un’Italia all’avanguardia, nonostante i vari problemi e ritardi che la attraversano. Queste 100 eccellenze rappresentano un’Italia che fa l’Italia, in grado di stare al passo con l’innovazione, mescolando il saper fare con la bellezza – che è anche solidità e utilità – la sostenibilità e la qualità.

 

Ermete Realacci Presidente Fondazione Symbola
Paolo Fassa Presidente Fassa Bortolo