100 Italian E-mobility Stories

Data : 15 febbraio 2017

 

 

 

C'è una cosa più forte di tutti gli eserciti del mondo,
e questa è un'idea il cui momento è giunto.
Victor Hugo

 

La mobilità sta entrando in una nuova era, più sostenibile ed efficiente. La maturità delle tecnologie di stoccaggio dell’elettricità e quella dei motori, la diffusione sempre più ampia delle fonti di energia pulita e delle reti di distribuzione intelligenti, gli obiettivi posti dalla sfida climatica, l’affacciarsi di nuovi stili di vita e la sempre maggiore sensibilità dei consumatori e delle istituzioni: una congiuntura che ci fa dire che la mobilità elettrica può essere quella del nuovo millennio. Una mobilità che, assieme al potenziamento dei mezzi pubblici e della ciclabilità, può garantire libertà di spostamento diminuendo l’inquinamento e il rumore nelle nostre città. Che riduce gli effetti negativi del riscaldamento globale (in Europa, un quarto delle emissioni climalteranti è prodotto dai veicoli), che va d’accordo con la sharing economy e si sposa con le nuove frontiere dell’Ict. Questa nuova era, oggi solo all’inizio, pone all’Italia nuove sfide, e offre grandi occasioni. Le nostre imprese e i nostri centri di ricerca, pur lontano dai riflettori, sono già in campo. Con 100 Italian e-mobility stories, Enel e Fondazione Symbola vogliono dare voce a questa Italia innovativa, spesso di frontiera, su cui puntare.
Le eccellenze raccontate in questo studio rappresentano uno stimolo ad andare nella giusta direzione, affinché la mobilità elettrica possa raggiungere una più ampia diffusione anche nel nostro Paese. Di fronte a Stati come la Norvegia, dove la quota di mercato oggi raggiunta dall’auto elettrica sfiora il 25%, o l’Olanda, dove arriva al 10%, l’Italia è ferma ancora allo 0,01% (con circa 6.000 auto elettriche oggi in circolazione). È vero che le auto elettriche sul pianeta sono, globalmente, ancora un oggetto di nicchia – a fine 2015 avevano da poco superato il milione – ma aumentano rapidamente: +33% in Europa nel primo trimestre 2016 rispetto al corrispondente trimestre 2015. Crescono soprattutto in Paesi all’avanguardia come quelli citati, negli Usa e in quel grande mercato che è la Cina. Quattro paesi che insieme rappresentano il 70% delle vendite. Davanti a questi trend, tutte le case automobilistiche - non solo quelle che hanno creduto nell’elettrico dalla prima ora - si preparano ad una rivoluzione: all’ultimo salone dell’auto di Parigi, la vera protagonista è stata proprio l’auto elettrica. Al recente Consumer Electronics Show (CES) di Las Vegas, le auto elettriche a guida autonoma hanno destato grandissimo interesse.
La diffusione delle e-car dipende fortemente da quella dei punti di ricarica: non è un caso se recentemente alcuni tra i principali costruttori europei di autovetture hanno firmato un protocollo d’intesa per la realizzazione della più estesa e potente rete europea di ricarica. È molto significativo anche l’avvio delle prime partnership tra costruttori di auto e energy utility, che vede l’Italia protagonista di un modello di business assolutamente innovativo e abilitante di forme inedite di servizi integrati per il cliente finale.
Nonostante l’oggettivo gap nello sviluppo del mercato dell’auto elettrica nel nostro Paese, colmabile con adeguate politiche, il nostro tessuto produttivo e sociale, i nostri centri di ricerca hanno saputo guadagnare un posto nello scenario globale, contribuendo a ridisegnare la filiera dall’auto.
Perché progettare un’auto elettrica non vuol dire solo mettere un motore alimentato a corrente al posto di uno alimentato a benzina o diesel. L’auto elettrica in genere non ha trasmissione, non ha cambio, sono diversi gli ingombri del motore (che può persino trovare posto nelle ruote), mentre è necessario prevedere dello spazio per accogliere le batterie, molto pesanti: pianale e scocca, dunque, vanno riprogettati. Cambiano i materiali, dall’alluminio ai materiali compositi: resistenti ma più leggeri per aumentare la durata delle batterie. La rivoluzione elettrica, dunque, apre nuovi spazi a quelli che il mondo riconosce tra i nostri talenti: il design e la manifattura.
E sposa l’innovazione in corso in altri settori. La rete elettrica, ad esempio: considerando che il futuro è fatto di rinnovabili e di smart grid, che gestiscono l’energia tenendo conto dei consumi e di una produzione distribuita, le auto elettriche possono diventare, e ad esempio in Paesi come la Danimarca e l’Inghilterra il percorso è già avviato, anche uno strumento per garantire maggiore efficienza e stabilità della rete elettrica – è il cosiddetto vehicle to grid (V2G), un servizio innovativo che permette di abilitare i veicoli elettrici a reimmettere energia in rete quando questi non sono in uso, consentendo di generare ricavi per i proprietari delle vetture. O la sharing economy: nelle grandi città di tutto il mondo si moltiplicano, infatti, i servizi di car sharing elettrico.
Aumenta anche l’efficienza: il motore termico, in un’ottica dal pozzo alla ruota (l’analisi cosiddetta W2W “well-to-wheel”), ha un’efficienza del 17-19%, quello elettrico di circa il 36%. E con l’aumento delle rinnovabili nella produzione nazionale (oggi circa al 40%) questa efficienza non potrà che progredire, riducendo emissioni di CO2 e inquinamento. La contemporaneità esige prodotti pensati in una logica di economia circolare, che ne aumenta la sostenibilità. E così componenti non più impiegabili a bordo, che fino a ieri sarebbero andati a riempire le discariche, oggi possono iniziare una nuova vita: è il caso delle batterie usate, che sono in grado di dar vita al più grande parco di accumulo elettrico al mondo (una strada già imboccata, ad esempio, dalla Germania). Il nuovo assetto della propulsione che ridisegna l’abitacolo, insieme alle nuove tecnologie come la guida autonoma, rivoluzionano anche la user experience dell’auto.
Mobilità elettrica non vuol dire solo auto nuove, ma anche retrofit elettrico di auto tradizionali. Non vuol dire solo automobili o scooter: ci sono anche le imbarcazioni. L’ingombro minimo dei motori, inoltre, sta riportando in auge le biciclette – sono state 25 milioni quelle elettriche vendute nel 2016 – ma anche i monopattini, addirittura gli skateboard: contribuendo alla trasformazione della mobilità in atto nelle città del mondo. La filiera dell’auto elettrica, poi, è fatta anche di app per localizzare i punti di ricarica, di kit per il retrofit di veicoli termici, di componentistica elettronica. E l’Italia in tutti questi segmenti è presente.
Il quadro che Enel e Symbola tracciano ci descrive un mondo in grande fermento, fatto di innumerevoli soggetti, tecnologie, innovazioni, iniziative. Ma anche di diverse criticità e sfide. A cominciare da quella della diffusione delle infrastrutture di ricarica – solo una rete capillare può dare senso all’acquisto e all’uso dell’auto elettrica, percorso che potrebbe essere accelerato da innovazioni tecnologiche – fino alla standardizzazione delle prese per la ricarica. Una sfida che l’Italia ha colto con l’avvio delle prime ricerche tecnico-economiche sviluppate congiuntamente dall’industria e da importanti università italiane, volte a individuare le barriere e promuovere le necessarie soluzioni per il decollo della mobilità elettrica in Italia.
Le realtà raccontate in 100 Italian e-mobility stories dimostrano che il Paese, nonostante tutto, ha colto la sfida dall’auto elettrica e della nuova era della mobilità. Tutto questo ci dice che abbiamo energie e talenti per recuperare il gap e competere ad armi pari con chi oggi è più avanti di noi.
E ci lanciano un messaggio. Nonostante problemi noti e antichi, dal debito pubblico a una burocrazia spesso soffocante, l’Italia è anche un Paese in cui i problemi convivono con le eccellenze: c’è una parte di Paese che sa innovare senza perdere la sua anima, che guarda al mondo coi piedi ben piantati sui territori e tra le comunità, che scommette sulla coesione e sulla qualità.
È da questi talenti, da queste energie che dobbiamo partire: incoraggiandoli, valorizzandoli e portandoli a sistema. Solo se l’Italia fa l’Italia, declinando al futuro le sue vocazioni, allora saprà affrontare con successo le difficoltà che la attendono.

 

Ermete Realacci Presidente Fondazione Symbola

Francesco Starace Amministratore Delegato e Direttore Generale Enel

 

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