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Da pechino alle marche a lezione di caffè Fare affari diffondendo quella che è forse la più italiana delle tradizioni, il caffè espresso. E portare questo spicchio di anima italiana in tutto il mondo restando a Belforte del Chienti, 1700 anime in provincia di Macerata. E’ questa la specialità della Nuova Simonelli, un’azienda che fattura 20 milioni di euro vendendo macchine professionali per il caffè, e che da sola controlla il 9 per cento del mercato globale (ma sale al 25 per cento negli Stati Uniti, al 18 per cento in Giappone).
La nuova Simonelli ha sposato la causa della difesa e della diffusione del caffè espresso italiano facendone la mission aziendale. Quello del caffè è un mercato in espansione, ma in molte delle aree asiatiche, ad esempio, dove si stanno aprendo i bar per espresso, il personale non ha alcuna dimestichezza con il nostro modo di fare l’espresso. Il rischio è che i nuovi consumatori si leghino a un caffè che niente ha a che fare con l’espresso italiano, con danno per la tradizione e per l’industria italiana del caffè. Qui entra in gioco la Nuova Simonelli: in perenne equilibrio fra quella tradizione (ha da poco acquisito la Victoria Arduino, l’azienda che un secolo fa, con una delle primissime macchine da espresso, ha lanciato il caffè nel mondo) e una forte innovazione (l’impiego sempre più spinto dell’elettronica, fino ad arrivare all’ultima generazione di macchine superautomatiche che offre la possibilità di un collegamento via Internet per una per una gestione centralizzata dei dati e l’assistenza on-line) le macchine da caffè Nuova Simonelli colmano questa lacuna, e contribuiscono a diffondere la cultura del caffè espresso e a garantirne la qualità. Ecco perché ogni anno, insieme ai francesi, agli americani, ai tedeschi, arrivano a Belforte del Chienti anche decine di cinesi, che alla Nuova Simonelli vengono per imparare il caffè. Se si allontana dalle sue radici, l’espresso diventa una bevanda indistinta, anonima. Ma, se riusciamo a mantenere vive e apprezzate le caratteristiche tipiche del prodotto, regaliamo un traino a tutta la gastronomia italiana nei mercati che si aprono in Asia, in America, nell’Europa dell’est; e garantiamo un ritorno ai nostri investimenti. |
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