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Le carte buone degli Appenini

Elisabetta Rosaspina | Il Corriere della Sera

23 Ott 2018 - Redazione

Gli Appennini non finiscono mai. Neanche di confondere. Cominciano dal Colle di Cadibona, a ovest di Genova, e terminano in Sicilia. E ogni regione rivendica il suo: Ligure, Abruzzese, il Sannita, il Campano, il Calabro, il Siculo. Talvolta in condivisione con la regione limitrofa: il Tosco-Emiliano e il Tosco-Romagnolo, l’Umbro-Marchigiano. Per tacere dei subappennini che, per mimetizzarsi meglio, in qualche caso si chiamano Alpi (Apuane), e degli anti-Appenini dove si raccapezzano agevolmente solo i geologi e i cartografi.

Sono monti abbastanza giovani, con poche decine di milioni di anni, non molto alti, ma orgogliosi, che hanno fama di essersi mantenuti selvaggi, largamente disabitati, popolati soprattutto di misteri, innervati di leggende e, per ampie zone, poco accessibili, se non a esperti e infaticabili camminatori. E, a differenza delle Alpi, sono tutti italiani, se si eccettua il Monte Titano a San Marino.

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Le carte buone degli Appenini, Elisabetta Rosaspina | Il Corriere della Sera

23.10.2018.corriere.Appenino_completo_1540280677.pdf - 3.39 Mb

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