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“La ricostruzione finirà nel 2049”. Il report di Symbola è un grido di allarme

La fondazione fa il punto sul dopo sisma con i dati ufficiali sullo stato dell’arte, l’analisi critica e le proposte di interventi. Al centro il tema della semplificazione burocratica. Il

23 Ago 2019 - Stampa

La fondazione fa il punto sul dopo sisma con i dati ufficiali sullo stato dell’arte, l’analisi critica e le proposte di interventi. Al centro il tema della semplificazione burocratica. Il segretario Fabio Renzi: «E’ come se al Giro d’Italia controllassimo tutti i corridori alla partenza, non arriveremmo mai». Lo studio curato da Franco Capponi: «Con questi tempi ci vorranno più di 30 anni per la fine dei lavori» di Gabriele Censi Termine ricostruzione nel 2049, la data è terrificante ed emerge dal report preparato a tre anni dalla scossa del 24 agosto 2016 dalla Fondazione Symbola per vedere lo stato dell’arte con un’analisi critica e proposte per superare le difficoltà del dopo sisma. Al ritmo del 2,7% annuo delle pratiche esaminate la prospettiva per la ricostruzione è di 30/35 anni . «Ricostruzione. Quando, dove, come? – si interroga il segretario generale Fabio Renzi –, siamo la regione più colpita ma il dato non emerge, paradossalmente l’estensione del sisma sul nostro territorio lo rende ordinario. Fa tristezza rilevare che proprio in questi giorni di dibattito sulla crisi di governo nessuno ha affrontato il tema» . Il report è stato realizzato da Franco Capponi, sindaco eletto e sospeso di Treia che già ha fatto parte della commissione Anci Terremoto. Renzi spiega come mai una fondazione che si occupa di dare visioni (ricorda lo slogan “dov’era come sarà”) si trova ad affrontare il dove stiamo e come stiamo: «Ce lo chiedono i cittadini – prosegue Renzi – perchè il lavoro di elaborazione è stato fatto, c’è il patto per la rinascita dell’Appennino realizzato dalle quattro università, ma che fine ha fatto?

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