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Green Economy – Politiche internazionali

Redatto da Marco Frey, Presidente del Comitato scientifico di Symbola, Frey è professore ordinario di Economia e gestione delle imprese, direttore del gruppo di ricerca sulla sostenibilità (SuM) della Scuola Universitaria Superiore Sant'Anna di Pisa; docente allo IUSS di Pavia e all’Università Cattolica di Milano; presidente della Fondazione Global Compact Italia.

18 Dic 2018 - Redazione

Siamo entrati nel terzo anno di implementazione dell’Agenda 2030 e l’impegno a livello internazionale orientato ad un modello economico e sociale più sostenibile è proseguito, seppur con alti e bassi. Grazie a due recenti rapporti, il primo delle Nazioni Unite e il secondo di Eurostat, possiamo fare il punto su qual è la situazione rispetto al perseguimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) e quali sono quelli più critici a cui si dovrà prestare la maggiore attenzione nei prossimi anni.
Il Rapporto 2018 dedicato agli Obiettivi di sviluppo sostenibile, predisposto dalle Nazioni Unite per l’High level political forum 2018 che si è tenuto a New York il 9 luglio, mostra come a fronte di alcuni importanti progressi nei primi anni di attuazione dell’Agenda, ci sia ancora molta strada da fare. Senza un cambiamento radicale nei modelli politici e nei modelli di business, diversi target non potranno infatti essere raggiunti entro la scadenza prefissata, come confermato anche dalle volontary national review (VNR) che quest’anno 46 Paesi hanno fatto sul percorso verso Agenda 2030 (l’Italia l’aveva fatta lo scorso anno). A fronte di questa situazione occorre instillare in tutti un “senso di urgenza” per variare il passo dell’azione da parte dei diversi attori che si stanno impegnando, alcuni in modo significativo: non tanto e non solo istituzioni, ma anche imprese, società civile, università, ecc.

Il rapporto delle Nazioni Unite dedica specifici capitoli ai Goal su cui si è concentrato il Forum, ovvero: il 6 (Acqua pulita e servizi igienico-sanitari), 7 (Energia pulita e accessibile), 11 (Città e comunità sostenibili), 12 (Consumo e produzione responsabili), 15 (Vita sulla terra) e 17 (Partnership per gli Obiettivi), ma nella introduzione fa il punto su tutti gli obiettivi.
Alla stessa stregua Eurostat si è assunto il compito di monitore l’andamento dei Paesi europei con il Rapporto sugli SDGs nell’Unione europea. L’edizione intitolata “Sustainable Development in the European Union: Overview of progress towards the SDGs in an Eu context”, pubblicato il 20 novembre 2017, fornisce un’analisi approfondita dell’attuale situazione dell’Europa rispetto ai 17 SDGs.

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user Marco  frey

Professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese, Università Sant’Anna di Pisa 

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A cura di: Redazione

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