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Ferrero

Con la Fondazione un modello di responsabilità sociale d’impresa

01 Gen 2018 - Redazione

“Un legame tra il gruppo industrial e la città piemontese, che non include solo gli effetti positivi sull’occupazione, ma anche un modello di responsabilità sociale d’impresa”

Ferrero e Alba: un legame, quello fra il gruppo industrial e la città piemontese, che non include solo gli effetti positivi sull’occupazione, ma anche un modello di responsabilità sociale d’impresa le cui origini risalgono ad oltre mezzo secolo fa, quando, nel 1961, Michele Ferrero organizzò una serie di convegni di studi sociali. Ancora prima, nelle Langhe povere del secondo dopoguerra, la Ferrero non sradicò i contadini dai loro campi, ma si inventò un servizio di pulmini che raccoglieva i lavoratori al mattino e poi li riportava nelle loro terre alla sera. Da allora il rapporto non è cessato, ma si è rafforzato e ampliato in parallelo all’espansione del Gruppo. Tra i pilastri della RSI di Ferrero vi è la Fondazione Ferrero. Nata trent’anni fa al fine di accogliere gli ex-dipendenti in pensione, oggi è presieduta dalla Signora Maria Franca Ferrero e ha ampliato il suo raggio di azione fino a divenire un centro sociale, educativo e culturale. A monte c’è un’idea molto semplice: la vita non finisce con la pensione; Ferrero vuole infondere negli ex-dipendenti il senso di continuità della loro appartenenza all’azienda. Così ha messo a disposizione le risorse e ha creato una luogo ad hoc, che oggi ha sede in uno splendido complesso architettonico. I dati parlano da soli: 3.300 pensionati Ferrero, quaranta gruppi di attività; una media di 800 presenze giornaliere in Fondazione; innumerevoli campi di impegno – dal gruppo di accoglienza che governa l’afflusso, a quello della biblioteca, dal gruppo del Nordic Walking a quello delle gite ecologiche. E ancora: autisti e medici a disposizione di chi ne abbia bisogno, pasticciere che preparano biscotti e dolci per gli ospiti e per i bisognosi; cuochi e camerieri per i raduni conviviali; ceramisti, pittori e ricamatrici che producono oggetti per il mercatino di Natale (il ricavato va in beneficenza); ex ragionieri che aiutano a compilare la dichiarazione dei redditi; il gruppo di protezione civile, la corale, i manovali. La Fondazione è un luogo in cui la fabbrica diventa comunità e in cui cultura, benessere fisico e innovazione contribuiscono al miglioramento della qualità della vita degli ex lavoratori Ferrero. La struttura promuove anche iniziative artistiche e culturali sul Piemonte che, gli ultimi quattro anni, hanno attirato complessivamente oltre 130.000 visitatori, quattro volte la popolazione di Alba.

 

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