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Design economy: Il primato del sistema del design italiano

Il Giornale delle Fondazioni

17 Apr 2018 - Redazione

Il recente rapporto Symbola “Design economy” sottolinea ancora una volta come il design, inteso come “cultura del progetto” sia uno dei migliori biglietti da visita che il nostro Paese può mostrare al mondo grazie all’equilibrio tra tradizione artigianale e l’innovazione, dimensione locale e respiro internazionale. Lo stretto legame con le esigenze produttive del territorio rende Milano e Fermo leader indiscusse dell’economia rispettivamente metropolitana e provinciale. Il design si configura come un settore sempre più strategico anche per il legame con la green economy e l’economia circolare.

“Niente è più scottante del design” ricordava Gillo Dorfles, da poco scomparso all’età di 107 anni.

A pochi giorni dall’apertura del Salone del Mobile di Milano, in una Triennale in fase di grande trasformazione (il neo presidente Stefano Boeri presenterà la sua strategia venerdì prossimo, a breve si insedierà il nuovo segretario generale e il nuovo cda), Symbola ha presentato il rapporto ‘Design economy’ avviato con un osservatorio sul settore dal 2017, primo report del settore che illustra numeri e trend di un settore che costituisce una vera e propria infrastruttura immateriale del made in Italy.

“Il design pervade tutti gli ambiti della nostra vita e, come un sismografo, è in grado di registrare i cambiamenti in corso – ha sottolineato il presidente di Symbola, Ermete Realacci – Attraverso il design è possibile infatti ricostruire i pensieri, i bisogni, i desideri, tutte le oscillazioni del gusto che attraversano la società. (…) Il design non è legato solo all’estetica ma anche alla capacità di risolvere problemi complicati, che vale oro nella complessità contemporanea: dall’ideazione di nuovi prodotti all’individuazione di nuovi mercati, fino alla ricerca di nuovi significati”.

“Abbiamo un primato – ha ricordato Stefano Boeri, presidente della Triennale – perché siamo riusciti a mantenere qui tre dimensioni: la ricerca e l’innovazione attraverso scuole di alto profilo, una produzione agile disposta a rischiare, un’intelligenza creativa capace di intercettare i nuovi bisogni. Il legante di questi tre aspetti è una straordinaria dimensione affettiva, fatta di scambio di capitale sociale”.

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Design economy: Il primato del sistema del design italiano tra specializzazione, creatività e formazione - Il Giornale delle Fondazioni

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