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ANIMAZIONE – Il giro di boa dell’animazione italiana

A cura di Mario Bellina – Autore e sceneggiatore di programmi per ragazzi e serie animate e Giulietta Fara – Direttrice Future Film Festival.

29 Ago 2018 - Redazione

Il giro di boa tanto atteso dall’animazione italiana sembra essere avvenuto e la stagione 2017/2018 mostra i primi segni di una ripresa che interessa tutto il comparto. Il moltiplicarsi di produzioni seriali originali, la ricerca in ambito tecnologico per rendere l’animazione sempre più interattiva, il rilancio dei lungometraggi d’animazione nelle sale cinematografiche e la rinnovata attenzione verso la formazione delle professioni di settore, sono chiari indizi di un nuovo corso intrapreso dall’industria del prodotto animato.

A favorire questo miglioramento, oltre all’evoluzione tecnologica che ha spinto nelle direzioni dell’ibridazione e dello sviluppo multipiattafarma di prodotti e linguaggi, hanno concorso due mutazioni di sistema. La prima riguarda la nuova Legge Cinema che per la prima volta riconosce il ruolo trainante dell’animazione nell’industria audiovisiva nazionale e comunitaria e le destina l’8% delle risorse relative ai contributi automatici, la stessa percentuale destinata alla fiction. Una percentuale che, unita ai contributi selettivi destinati al comparto (stimati in 2,5 milioni di Euro), dovrebbe rendere alle produzioni di animazione un totale stimato di circa 6,5 milioni di Euro all’anno.

L’altro cambiamento riguarda il riassetto di Rai Ragazzi, dal primo Giugno 2017 diretta da Luca Milano, già Vice Direttore di Rai Fiction, con delega su Marketing, Pianificazione e Cartoon. La struttura, nella quale confluiscono, oltre ai due canali Rai YoYo e Rai Gulp, le attività di produzione di cartoni animati, dopo il primo assestamento ha subito dato il suo contributo per rinnovare l’offerta di produzioni originali. Tra le novità coprodotte da Rai Ragazzi per la nuova stagione televisiva troviamo due classici rivisti per intercettare i gusti delle nuove generazioni: 44 gatti e Topo Gigio. La prima è una serie interamente in 3D realizzata dall’azienda marchigiana Rainbow e basata sul celebre brano dello Zecchino d’oro, sviluppato in un prodotto seriale con protagonisti i Buffycats, quattro gatti musicisti. La seconda è una serie di 52 episodi realizzati dalla milanese Movimenti Production in paperless 2d con protagonista Topo Gigio, il celebre personaggio di Maria Perego, trasformato per l’occasione in un supereroe tecnologico in missione per salvare i cuccioli del mondo.

Altre due novità interessanti nascono dalla collaborazione con lo studio torinese Animoka. Insieme a Zodiak Kids, infatti, Rai Ragazzi e Animoka hanno investito sull’elefantino Mumfie: un successo editoriale internazionale, al quale hanno dedicato una serie in animazione 3D la cui puntata pilota, presentata in concorso al Pulcinella Award del festival Cartoons on the bay, ha trionfato nella categoria pilot, una categoria che in quest’edizione ha visto competere numerosi prodotti italiani tra cui l’interessante serie ibrida Federicus & The King’s Gang, dedicata a Federico II, ideata dalla romana Graphilm. L’altra novità targata Rai Ragazzi e Animoka ha per protagonista la serie animata Paf, il cane. In via sperimentale infatti Rai Ragazzi ha deciso di investire sulla realtà virtuale affidando alla società piemontese il compito di tradurre in VR un episodio tratto dalla serie animata, una sperimentazione che vuole stare al passo con i mutamenti tecnologici e di gusto delle nuove generazioni.

L’attenzione verso la realtà virtuale non è prerogativa solamente di Rai Ragazzi, anche Rai Com infatti si mostra interessata verso le opportunità e le prospettive offerte da questa tecnologia. Lo dimostra l’inserimento di una nuova categoria competitiva ai Pulcinella Award di Cartoons on the bay dedicata proprio ai cortometraggi animati in VR. E rimanendo in tema festival, la manifestazione anche quest’anno ha premiato alcune delle eccellenze italiane del settore. Se il Pulcinella Career Award è andato allo studio torinese Lastrego e Testa, l’inedito premio Hall of fame, alla sua prima edizione, ha incoronato Bruno Bozzetto, maestro dell’animazione italiana. Cartoons on the bay è stato inoltre vetrina delle novità televisive della prossima stagione tra cui le italianissime serie (coprodotte con Rai Ragazzi): Spike Team 3, ideata da Andrea Lucchetta e prodotta da Lucky Dreams; l’action comedy Atchoo, una produzione realizzata tra Milano e Roma, dallo Studio Campedelli e Cartobaleno; l’inedita Trulli Tales ambientata in una magica Alberobello, tra magie e cucina, coprodotta con Fandango TV e Congedo Culturarte. Infine, la serie su cui sembra puntare maggiormente Rai Ragazzi, Max & Maestro che vede la partecipazione straordinaria del celebre direttore d’orchestra Daniel Barenboim. La serie che punta a unire divertimento, avventura ed educazione musicale, coprodotta da Rai Ragazzi con MP1 e Monello Productions, conta il coinvolgimento delle televisioni di servizio pubblico italiana, francese e tedesca.

Se Max & Maestro sembra essere il prodotto seriale di punta della nuova stagione targata Rai Ragazzi, la televisione pubblica non manca di investire anche nei film e il 2018 vede l’uscita di un mediometraggio televisivo dal titolo La stella di Andra e Tati. Il film racconta della deportazione di due bambine in un campo di concentramento e della loro sopravvivenza che le riporterà a guerra finita ad abbracciare i genitori e diventare testimoni degli orrori delle leggi razziali fino ai giorni nostri. Un’opera prodotta con la società palermitana Larcadarte che si avvale del character design dell’artista Annalisa Corsi.

Un altro progetto di mediometraggio realizzato stavolta in stop motion dal bolognese Studio Mistral e firmato da Francesco Filippi è Red Hands, un progetto che l’autore porta avanti da parecchi anni e che finalmente, dopo un crowdfunding riuscito, vede la luce. Il film di rara sensibilità e di ottima fattura si dimostra una conferma della vitalità della produzione indipendente italiana che, pur affrontando numerosi ostacoli, riesce a ritagliarsi uno spazio importante nell’offerta di animazione del paese puntando sulla qualità.

E proprio la qualità del cinema d’animazione italiano è stata premiata ai David di Donatello con i due riconoscimenti vinti dal film Gatta Cenerentola (Miglior produttore e Migliori effetti speciali visivi), il nuovo successo cinematografico dello Studio MAD Entertainment di Napoli. Il film ispirato alla fiaba di Giambattista Basile e all’opera teatrale di Roberto De Simone, e diretto da  Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone, convince la critica e il pubblico, dimostrandosi un opera matura e complessa dedicata a un target decisamente non infantile. Con Gatta Cenerentola, in lizza per partecipare agli Oscar 2018 nella categoria Miglior film d’animazione, l’animazione italiana dimostra di essere in grado di raccontare storie capaci di portare al cinema gli spettatori adulti. Un’importante conferma per la produzione animata dedicata al grande schermo che, nella stagione in corso, ha fatto registrare un buon successo di pubblico anche per due produzione dedicate ai ragazzi: Pipì, Pupù e Rosmarina in Il mistero delle note rapite diretto da Enzo D’Alò per un pubblico prescolare e di Leo Da Vinci – Missione Monna Lisa, un prodotto kids realizzato dal trevigiano Gruppo Alcuni.

La rinascita del settore però non passa solamente dai prodotti: due indicatori significativi sono rintracciabili nella nascita e sviluppo nel bel Paese di numerosi festival dedicati all’animazione dislocati su tutto il territorio nazionale. Accanto alle manifestazione di lunga data, come il Future Film Festival di Bologna o la View Conference di Torino, si affermano nuovi appuntamenti come Animavì, il Animaphix, Bergamotoons, Città Incantata. In parallelo, si assiste al crescente interesse per il settore dimostrato da festival cinematografici meno specifici, quali Milano Film Festival, Euganea, Imaginaria. L’altro indicatore è dato dalla creazione di indirizzi dedicati ad animazione e computer grafica all’interno di corsi di laurea e istituti di formazione come Bottega Finzioni e Dams di Bologna, Rufa di Roma, MAAD in Lombardia e dall’interesse editoriale su temi legati alla storia e alla tecnica dell’animazione con l’uscita di testi come il saggio di Marco Gasperetti Hanna & Barbera edito da Nicola Pesce Editore o il manuale tecnico Scrivere per l’animazione, scritto da Mario Bellina all’interno della collana Manuali di Dino Audino Editore.

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